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Uno studente di Stanford riflette sui suoi appunti della classe su ChatGPT e una cultura di "solo un po' di truffa"

The Decoder (EN) 18 maggio 2026

Verso la fine del 2026, Theo Baker descrive come ChatGPT abbia avuto un impatto significativo sulla sua generazione alla Stanford University. Egli argomenta che l’uso diffuso dell’artificial intelligence (AI) ha trasformato una cultura di disonestà latente in prassi comune.

Just a little bit of fraud

Baker, nel momento in cui ha iniziato l’università nel 2022, non aveva potuto anticipare l’influenza che l’AI avrebbe avuto sulla sua vita accademica. Il lancio di ChatGPT due mesi dopo ha cambiato il mondo accademico, rendendo la truffa e la frode sempre più comuni. La descrizione di Bakere su ciò che ha visto e sperimentato nel corso della sua formazione universitaria è illuminante.

Già prima dell’arrivo di lui, Stanford soffriva di tracce evidenti di disonestà: casi di truffa legati a Elizabeth Holmes, Do Kwon e ai fondatori di JUUL avevano minato la credibilità dell’università. Con ChatGPT, le truffe accademiche diventavano non solo comuni, ma anche più semplici da portare a compimento.

Culture di frode alimentata da incentivi distorti

Baker identifica i motivi strutturali che hanno portato all’abitudine di prendere scorciatoie. Da una parte, i laureati in informatica non sono garantiti un lavoro di base, con gli sviluppatori junior che devono competere direttamente con modelli AI. Dall’altra parte, enormi somme di denaro vengono investite in startup che ripackaging i modelli esistenti di altre aziende.

    • Perplexity ha raggiunto un valore di un miliardo di dollari a novembre 2024 e si è moltiplicato a venti miliardi in pochi mesi.
    • I racconti di studenti che fanno investimenti in immobili come a Las Vegas mentre i loro compagni di classe si concentrano ancora sulle attività scolastiche sono frequenti.

Ciclo di disincentivi accademici

Gli studenti, osserva Baker, vengono spinti a considerare l’educazione come una seconda priorità. La visione dell’esclusività di ChatGPT e l’immediatezza della sua utilità li portano a prendere scorciatoie anche nell’ambito accademico. Questo processo, rafforzatosi con l’evoluzione sociale e tecnologica, finisce per normalizzare le truffe. Baker presenta molti esempi, come la falsificazione delle diagnosi con il coronavirus per ottenere vantaggi in termini di spesa online o la firma di giuramenti onorevoli che in seguito vengono svelati come bugie.

Una crisi istituzionale

Il sistema educativo, conclude Baker, non è stato preparato a gestire la rivoluzione dell’AI. Essa ha messo in crisi una struttura educativa tradizionale, che oggi si trova intrappolata tra un modello classico e il futuro in cui l'intelligenza artificiale non rispetta il confine umano.

Una cultura di “un po’ di frode”

Il termine “just a little bit of fraud”, che Baker ha adottato come tema centrale del suo commento, esprime un atteggiamento sistemico in cui studenti di un’università di altissimo livello non sono soltanto tolleranti verso truffe e frodi, ma le adottano come abitudine comune.

Un’alternativa?

La risposta di Stanford a questa crisi istituzionale è stata la reintroduzione di esami supervisionati in aula, un’abitudine bloccata per oltre un secolo. Ora, gli studenti devono nuovamente usare quei tomi blu dove annotano a mano i loro risposte.

Tuttavia, secondo Baker, è difficile invertire un ciclo una volta stabilito, specialmente quando la cultura di disincentivi, di successo improvviso e di accesso ai privilegi diventa un modello attraente. L’uso diffuso di modelli AI come ChatGPT, che diventa un consultore personale, non solo modifica la prassi accademica, ma influisce anche sulle capacità cognitive degli studenti.

Un modello in rovina

Stanford, una istituzione con un passato glorioso, oggi affronta le tracce di una crisi accademica radicata. L’incapacità di prepararsi all’arrivo dell’AI e l’impossibilità di creare un modello educativo che tenga conto della sua esistenza ha portato a una situazione nella quale l’istruzione, una volta considerata lo scopo fondamentale dell’università, rischia di essere ridotta a un mezzo.

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