Trump dichiara che Anthropic non minaccia più la sicurezza nazionale
In un’intervista esclusiva con The Axios Show, pubblicata il 19 giugno 2026, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non considerare più Anthropic una minaccia per la sicurezza nazionale, invertendo la posizione assunta poco tempo prima. Il discorso ha scatenato dibattiti sull’atteggiamento del governo nei confronti delle tecnologie emergenti.
Una svolta nel dibattito sulle AI
Trump, quando gli è stato chiesto se vedesse un rischio nel CEO dell’azienda, Dario Amodei, ha risposto: «Beh, non ora, ma forse una settimana fa». La sua dichiarazione indica una distensione, anche se non cancella le restrizioni formali ancora in atto. Il presidente ha anche lodato Anthropic per la sua "molta responsabile" azione nel conformarsi all’ordinanza del governo.
La decisione governativa e il contesto
Il 12 giugno, il Dipartimento del commercio aveva ordinato ad Anthropic di bloccare l’accesso ai suoi modelli avanzati Fable 5 e Mythos 5 agli utenti esteri, per ragioni di sicurezza nazionale. La motivazione era una segnalazione da parte di ricercatori di Amazon, i quali avevano rilevato una vulnerabilità nel modello Fable 5, che consentiva di aggirare le protezioni interne.
Anthropic reagisce
Anthropic aveva inizialmente contestato la decisione, sostenendo che la segnalazione, pur legittima, non giustificasse il blocco completo del modello. L’azienda, tuttavia, ha disattivato l’accesso a entrambi i modelli, anche per gli utenti locali, per garantire piena conformità con le leggi vigenti. L’azienda ha riconosciuto che una simile misura potrebbe limitare la disponibilità di strumenti avanzati a milioni di utenti in tutto il mondo.
Reazioni critiche e analisi
Dean Ball, studioso del settore e ex funzionario dell’amministrazione Trump, ha espresso preoccupazione per il comportamento del governo. Ha ribadito l’idea che le restrizioni siano eccessive e necessitino di un’attenta revisione in un contesto globale altamente competitivo. Alcuni esperti temono che politiche simili possano frenare l’innovazione o spingere le tecnologie fuori dal mercato statunitense.
Perspettive future
Le restrizioni formali sulle tecnologie avanzate rimangono in vigore, anche se Trump ha espresso fiducia nel comportamento di Anthropic. Il caso solleva questioni fondamentali su come il governo gestirà l’esportazione di tecnologie AI e su quali equilibri riuscirà a trovare in materia di sicurezza contro l’innovazione.
Un accordo parallelo fra Intel e Apple
- Nel frattempo, il presidente ha annunciato un accordo fra Intel e Apple per la produzione di chip negli Stati Uniti.
- Intel non tornerà come progettista, ma si concentrerà su una posizione da produttore a contratto.
- Questo piano mira a ridurre la dipendenza dal manifatturiero estero e a rinforzare la catena dell’approvvigionamento tecnologico interno.
Critiche e dibattiti in atto
Sebbene Trump abbia espresso soddisfazione per l’accordo con Apple e Intel, l’evento non è passato inosservato al settore tecnologico. I commentatori sottolineano che il presidente ha spesso oscillato nel gestire questioni tecnologiche, oscillando da posizioni estremamente restrittive a dichiarazioni di piena fiducia in aziende private.
I rischi di una governance non chiara
I regolamenti tecnologici, in particolare nel settore dell’intelligenza artificiale, richiedono una strategia chiara e coerente. Gli analisti hanno espresso cautela sull’uso occasionale di poteri esecutivi, che spesso agiscono in maniera reattiva e senza piano strategico di fondo. Un’elevata incoerenza nel settore tecnologico può danneggiare la reputazione Usa anche a livello internazionale.
Prospettive e sviluppi futuri
Finora, le misure adottate riguardo Anthropic non si sono rivelate definitive. Tuttavia, l’atteggiamento di Trump indica una possibilità di apertura verso aziende che rispettano le normative e i limiti governativi. Un passo avanti potrebbe essere un dialogo costante fra pubblico e privato per garantire innovazione e sicurezza parallele.