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TIDAL combatte i brani musicali generati dall'intelligenza artificiale bloccando la monetizzazione

TechCrunch AI 29 giugno 2026

Il servizio di streaming musicale TIDAL cerca di proteggere la creatività autentica con nuove politiche che mirano a bloccare la monetizzazione della musica interamente generata dall'intelligenza artificiale (AI), aprendo la strada a un dibattito più ampio sull'uso di tecnologie avanzate in ambito musicale.

I cambiamenti introdotti da TIDAL

Secondo una nuova dichiarazione ufficiale, TIDAL ha annunciato che i brani interamente prodotti dall'intelligenza artificiale non potranno più generare guadagni né accumulare royalties attraverso la piattaforma. Inoltre, questi contenuti non saranno disponibili per la vendita diretta verso i fan. I brani generati da AI saranno inoltre contrassegnati con un badge "AI", rendendo chiaro ai fan che cosa ascoltano.

Queste politiche riflettono l'impegno del TIDAL a proteggere gli artisti, permettendogli di costruire una fan base autentica attraverso il coinvolgimento con i propri spettatori. Secondo Tony Gervino, EVP e direttore editoriale di TIDAL, il provvedimento non ha lo scopo di ostacolare l'innovazione tecnologica, ma di proteggere la creatività umana.

Il contesto dell'industria e le politiche simili

TIDAL non è l'unica piattaforma ad affrontare il fenomeno dell'AI nella musica. Piattaforme come Spotify, Apple Music, Deezer e Qobuz hanno adottato misure analoghe pur riconoscendo la crescente utilità delle tecnologie AI nella creazione musicale. Ad esempio, Spotify ha introdotto politiche mirate a etichettare chiaramente i contenuti generati dall'intelligenza artificiale e a filtrare spam associato a queste creazioni.

Apple Music, da parte sua, ha adottato un modello simile con l'etichettatura e offre agli utenti la possibilità di distinguere i contenuti umani da quelli generati artificialmente. Deezer, invece, ha espresso un atteggiamento più severo, escludendo i brani generati dall'intelligenza artificiale da raccomandazioni e playlist editoriali.

Situazione attuale e dati significativi

Una recente analisi di Deezer ha rivelato che circa il 44% dei brani caricati quotidianamente sulla sua piattaforma sono generati dal AI, un dato preoccupante. Deezer ha risposto introducendo strumenti tecnici che non solo riconoscono la musica AI, ma consentono anche ai consumatori di verificare in tempo reale se i contenuti presenti sui servizi rivali siano di tipo artificiale.

TIDAL, d'altra parte, vorrebbe testare la fattibilità di una demonetizzazione come strategia per frenare esponenzialmente l'ascesa di contenuti AI e dimostrare che la crescita dell'AI nella musica non deve essere considerata inevitabile.

Gli obiettivi futuri

Il piano di TIDAL prevede una continua evoluzione delle sue strategie. La politica adottata, infatti, è definita come un “documento in evoluzione”, il che significa che potrebbe subire modifiche in base alle nuove esigenze del settore. Questo approccio flessibile si accompagna a una presa di posizione forte, come ha commentato Gervino: “Indipendentemente da quel che si legge altrove, l'invasione dell’intelligenza artificiale nel settore musicale (e nelle tue raccomandazioni) non è inevitabile se adottiamo adesso misure più rigorose per monitorarla e controllarla”.

Le nuove regole entreranno ufficialmente in vigore il 15 luglio 2026.

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