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Strategia Ia di Bpce: Luc Barnaud e Laurent Fernandez svelano l'approccio tecnico-ethico

Le Monde Informatique - AI 14 maggio 2026

Il gruppo bancario BPCE ha lanciato una strategia di Intelligenza Artificiale (IA) progressiva sin dal 2025 con l'obiettivo di valorizzare al massimo il numero e la qualità dei casi d’utilizzo. Nel 2026, l'azienda sta concentrando i propri sforzi sull'analisi dei risultati e sulla misurazione del valore derivato, seguendo il successo registrato nell’anno precedente. CIO ha intervistato Luc Barnaud, Chief AI and Data Officer, e Laurent Fernandez, direttore del centro tecnologico del gruppo BPCE, per una completa panoramica sulle scelte del gruppo nel campo dell’IA.

Dal data lake all’Open Source: le basi del piano strategico

Luc Barnaud spiega che il settore IA e Dati è una divisione di primo piano all'interno del gruppo. Nonostante la stretta collaborazione con la direzione Tecnologie e operazioni, e in particolare con il CIO Laurent Benatar, il settore IA e Dati è riferito direttamente a Yves Tyrode, direttore generale Digital & payments di BPCE. Si tratta di un aspetto transversale che include il digitale per i clienti, la gestione dati e l’innovazione.

Riguardo alla data strategy, l’azienda attualmente si trova nella prima sequenza del piano strategico Vision 2030, lanciato nel 2024. La strategia si basa su due pilastri. Il primo è l’IA per tutti, con l’obiettivo di implementare l’IA generativa come standard sicuro e responsabile a disposizione di tutti i dipendenti.

Il secondo è la trasformazione dei processi aziendali, concentrata su cinque temi principali: il supporto dell’IA generativa ai circa 35.000 consulenti del gruppo, una funzionalità mobile per i clienti, il miglioramento delle prestazioni dei call center, il rilevamento della frode tramite machine learning e l’implementazione di IA per le operazioni IT.

I primi risultati dell'anno 2026

L’anno 2025 ha rappresentato il momento clou per l’adozione di queste tecnologie da parte degli utenti. Nel 2026, si concentra maggiormente sui risultati misurabili in termini di valore aggiunto: il primo insieme di indicatori riguarda guadagni di tempo operativo e business, mentre il secondo include effettivi risultati economici, come la riduzione della frode.

Oltre a queste direttrici, BPCE sta preparando il terreno per la sequenza successiva, che porterà all’utilizzo di agenti intelligenti. Questo passo richiederà una visione strategica più lunga e una selezione mirata di casi d’uso pertinenti.

Scelte infrastrutturali e di sovranità

BPCE ha messo in atto un importante progetto di integrazione dei sistemi principali tra le Banche Popolari e le Caisse Épargne, fino ad oggi separati. In particolare, l'azienda ha sviluppato una soluzione data unificata: un datalake costruito su Big Query e depositato su una infrastruttura sicura GCP. Questo livello unificato consente di aggregare dati strutturati provenienti da diversi settori della banca.

Per quanto riguarda l’IA generativa, BPCE ha scelto di puntare sulla sovranetà tecnologica, utilizzando una infrastruttura broker di LLM (Large Language Models) per indirizzare le richieste ai rispettivi fornitori. A tal fine, il gruppo ha optato per i modelli di OpenAI, Google, Anthropic e Mistral. Inoltre, l’architettura permette di chiamare anche modelli istanziati localmente, mantenendo il controllo sia in termini di sicurezza che economici.

Sicurezza e innovazione nelle operazioni

Per risolvere problemi di sicurezza riscontrati nei primi test di strumenti di programmazione come GitHub Copilot, BPCE ha sviluppato un plug-in interno open source, chiamato Continue. L’implementazione di questo utensile ha coinvolto finora 2.000 sviluppatori.

Le soluzioni adottate seguono un modello equilibrato tra inhouse e open source. Le tecnologie open source sono ampiamente utilizzate in aree dove il controllo della data è essenziale, mentre le informazioni più sensibili restano in datacenter esterni.

Un confronto tra etica, governance e operatività

BPCE affronta costantemente problematiche legate all’etica, alla governance e alla sovranetà. Questi aspetti hanno una priorità crescente con l’introduzione di tecnologie emergenti come la agentique. L’etica è centralmente trattata nel contesto dell’utilizzazione di modelli AI e nell’accompagnamento al personale.

La governance, invece, è rafforzata attraverso l’implementazione di politiche rigide per gli agenti IA e mediante il controllo del percorso del dato. Si tratta di una decisione strategica per proteggere i confini digitali del gruppo.

Progetti futuri e sviluppo sostenibile

La strategia 2030 prevede non solo l’uso di tecnologie esistenti, ma anche nuovi sviluppi per il futuro. Tra questi, il passaggio all’uso di agenti IA autonomi costituisce un tema in corso di studio. Al tempo stesso, BPCE cerca di mantenere una crescita sostenibile, combinando innovazione e rispetto per le normative in materia digitale.

Il gruppo, inoltre, punta all’ottimizzazione infrastrutturale per integrare nuove tecnologie in modo armonioso con il resto dell’ecosistema bancario. L’obiettivo è di raggiungere una flessibilità operativa che mantenga alta la sicurezza e l’efficienza.

Un piano coerente per la transizione

Il piano strategico BPCE è stato formulato con attenzione ai dettagli tecnici, ma anche con riguardo per l’etica, la sovranetà e l’accompagnamento ai collaboratori. La scelta di integrare sia tecnologie di mercato che sviluppi in house riflette questa attenzione.

Grazie a interventi mirati su dati strutturati e generativi, al consolidamento del datalake e al broker dei modelli IA, il gruppo sta costruendo una base solida per la sua evoluzione. Tutto il lavoro si concentra sul raggiungimento di vantaggi misurabili, ma anche sostenibili nel medio periodo.

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