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Replit interrompe la collaborazione con Anthropic, secondo il CEO

TechCrunch AI 17 ottobre 2026

Motivi della rottura e valutazioni tecniche

Durante la sua presentazione a TechCrunch Disrupt, Amjad Masad ha spiegato che la scelta di interrompere la collaborazione con Anthropic è stata dettata da diversi fattori, tra cui costi più elevati e prestazioni inferiori rispetto ad altre soluzioni. Masad ha sottolineato che Replit utilizza un benchmark interno per valutare metriche quali velocità, accuratezza e consumo di risorse.

Il CEO ha inoltre ricordato che Replit pubblica un benchmark pubblico, in cui i modelli Sol e Astra hanno costantemente superato quelli di Anthropic nella creazione di applicazioni “vibe‑coded” da zero. “È stata una decisione basata su costi, partnership e performance”, ha concluso Masad.

Il ruolo di OpenAI nella nuova strategia

Nel mese di agosto Replit ha annunciato una partnership con OpenAI, ma non ha mai indicato la fine del rapporto con Anthropic. Secondo Masad, ChatGPT è ora più efficace e risponde meglio alle esigenze della piattaforma.

Contraddizioni tra dichiarazioni e realtà

Le affermazioni di Masad sono state contestate da fonti interne al partenariato tra Anthropic e Replit, che affermano che la collaborazione è ancora attiva. Un informatore, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato che non vi è stata alcuna interruzione formale.

Prove tangibili presenti sul sito web di Replit, nei blog e sui social media mostrano l’uso di modelli Anthropic fino a poche settimane fa. Un post del blog di fine settembre menziona Claude Fable 5 e Claude Fable 5.1 come modelli in esecuzione nell’ambiente di produzione di Replit Agent.

Conferme sui social media

All’incirca nello stesso periodo, un dipendente di prodotto di Replit ha pubblicato su X (ex Twitter) un messaggio in cui si promuoveva l’utilizzo del modello di punta di Anthropic, Opus 5.5, evidenziandone le capacità.

Impatto sul modello di business di Replit

Masad ha colto l’occasione per parlare della crescita dell’azienda, indicando che il segmento enterprise sta diventando una quota più consistente del fatturato. “L’anno scorso l’enterprise rappresentava circa il 2 % dei ricavi, mentre quest’anno stimiamo che sia intorno al 15 %”, ha affermato.

Inoltre, ha precisato che più della metà del fatturato di Replit proviene da contratti B2B, segnalando una forte evoluzione verso clienti aziendali.

Sicurezza e “habitat” per le AI

Il CEO ha sottolineato l’importanza di ambienti di lavoro adeguati anche per gli agenti intelligenti. “Così come gli esseri umani hanno bisogno di un ufficio confortevole, gli agenti necessitano di un habitat che includa orchestrazione, recupero errori, sicurezza, sandboxing, networking e gestione delle identità”.

Solo garantendo questi elementi, secondo Masad, è possibile distribuire IA in modo sicuro e responsabile.

Prospettive future e aggiornamenti

TechCrunch ha contattato nuovamente Replit per ottenere chiarimenti sulla situazione e promette di aggiornare la notizia non appena riceverà una risposta ufficiale.

L’articolo è stato aggiornato per includere ulteriori contesti sull’utilizzo da parte di Replit dei modelli di Anthropic, evidenziando la complessità della dinamica tra le due aziende.

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