Per un francese su tre l'intelligenza artificiale è più affidabile dei motori di ricerca
Google rimane un punto di riferimento fondamentale per la ricerca di informazioni, ma non è più il primo ricorso per tutti. Secondo una recente analisi di Havas Market, nel maggio 2026, il 66 % degli adulti interrogati utilizzava un'IA generativa, rispetto al 59 % dell'anno precedente. La fiducia cresce al pari dell'utilizzo: ben il 34 % dei partecipanti giudica ora le risposte dell’intelligenza artificiale più attendibili rispetto a quelle offerte dai motori di ricerca e dai media.
Mentre una percentuale consistente di utenti (43 %) colloca al pari l’IA e i motori tradizionali per accuratezza, soltanto il 22 % mantiene una posizione più cauta. C’è quindi uno spostamento evidente nella percezione e nell’uso che le persone fanno dell’IA per soddisfare le proprie esigenze di informazione.
Una risposta diretta batte una lista di link
Questa trasformazione non dipende esclusivamente dal progresso tecnologico. L’intelligenza artificiale è capace di fornire subito una risposta chiara e pronta all'uso, a differenza dei motori di ricerca che spesso presentano una serie di collegamenti che devono essere aperti, confrontati e interpretati. La semplicità del processo rende l'IA un’opzione ritenuta più pratica e immediata.
La fascia 18/34 anni guida la svolta
L’uso delle AI è chiaramente più diffuso tra i giovani. Nel gruppo 18/34 anni, ben il 52,5 % degli intervistati utilizza l’intelligenza artificiale come punto di partenza per cercare informazioni, consigli o consulti, lasciando a un ruolo secondario i motori di ricerca tradizionali utilizzati dal 39,9 %.
- ChatGPT mantiene una considerevole leadership, raccogliendo l’81 % degli utenti in contesti non lavorativi.
- Gemini ha registrato un aumento sensibile, registrando oggi il 48 % dei suoi utilizzatori.
- Clau de è anch'esso in crescita.
In generale, gli utenti frequentemente oscillano tra diverse piattaforme, raramente abbonandosi a una precisa. L’esperienza di utilizzo è spesso fruibile gratuitamente, a meno di specifiche opzioni a pagamento.
L’IA si affaccia anche sulle decisioni d’acquisto
Gli assistant digitali si rivelano ormai un punto di riferimento non solo per ottenere informazioni, ma anche in momenti decisivi, come l’acquisto di un prodotto. Il 55 % degli intervistati dichiara di aver effettuato un acquisto seguendo un consiglio ricevuto attraverso un’IA, una percentuale in crescita rispetto al 47 % registrata nel 2025.
In alcuni casi, i consumatori si recano comunque in negozio; in altri, seguono direttamente le raccomandazioni dell’IA o completano l’operazione direttamente all’interno strumenti conversazionali, laddove questa funzione è disponibile. Però, la comunità esperta ricorda che l’utilizzo di queste tecnologie richiede comunque una verifica delle informazioni ricevute: una risposta scorrevole non garantisce sempre precisione.
Pubblicità e trasparenza minacciano la fiducia
I risultati dell’indagine mettono però in guardia: la comparsa di annunci pubblicitari o contenuti sponsorizzati potrebbe indebolire la relazione cresciuta tra utenti e AI. Il 26 % sarebbe più scettico riguardo all’obiettività delle risposte, mentre un quart’ora ridurrebbe l’utilizzo e il 16 % si orienterebbe verso un servizio privo di pubblicità.
Lo studio sottolinea una frattura evidente: l’IA sta iniziando a sostituire il clic iniziale. È il primo passo di una trasformazione che, con il tempo, potrebbe ridefinire radicalmente non solo l’accesso all’informazione, ma anche la natura stessa del rapporto tra utenti e tecnologia.