OpenAI: Sam Altman denuncia la crisi della DRAM e i nuovi piani per i data center
La crisi della DRAM e le sue cause
Il continuo sviluppo di nuovi data center per l’intelligenza artificiale ha generato una domanda senza precedenti di semiconduttori, in particolare di memoria dinamica (DRAM). Da più di un anno i prezzi al consumo sono raddoppiati, spingendo i produttori di chip da un record di profitti a un altro. OpenAI, con il co‑fondatore Sam Altman, è stato uno dei principali artefici del tentativo di raccogliere sette miliardi di dollari per finanziare 36 nuovi data center nel 2023; la campagna non è riuscita e la costruzione è ora rallentata.
Altman ha attribuito parte della pressione al crescente utilizzo di modelli di IA locali, che competono con le soluzioni basate su cloud. Nel podcast “Cheeky Pint”, condotto da John Collison di Stripe, Altman ha osservato che “è davvero terribile che ogni persona occupi una parte della DRAM globale nel proprio computer, dove viene usata solo per il 5 % del tempo”.
Domanda e offerta: la “mano invisibile” che non funziona
Secondo Altman, la tradizionale “mano invisibile del mercato” non riesce più a equilibrare l’offerta con la domanda. I produttori di DRAM non sono colpevoli, ha detto, poiché stanno finalmente guadagnando bene. Tuttavia, la costruzione di nuove fabbriche di memoria è un investimento a lungo termine e, storicamente, non è stato considerato un business redditizio.
Il mercato della DRAM è soggetto al cosiddetto “ciclo del maiale”: in periodi di alta domanda si costruiscono nuove fabbriche, ma quando la domanda cala i produttori sono costretti a vendere a prezzi molto bassi. Oggi la situazione è diversa perché le aziende si sono spostate dal DDR5 per PC e dal GDDR per schede grafiche verso soluzioni specializzate come HBM e LPDDR per i data center.
Impatto sui dispositivi e sulla catena di approvvigionamento
La transizione verso LPDDR per i data center ha creato una sovrapposizione di utilizzo con i dispositivi mobili, come smartphone, mentre DDR5 continua a servire sia i server che i PC tradizionali. Questo crea un ciclo di retroazione che spinge ulteriormente al rialzo i prezzi di tutti i dispositivi di consumo, incluse le SSD.
Il risultato è stato un crollo del mercato dei PC nel terzo trimestre del 2026, con vendite drasticamente ridotte a causa dei costi proibitivi di componenti chiave.
Materiali di costruzione in aumento
Altman ha sottolineato che la scarsità non riguarda solo i chip. Anche generatori, batterie, cemento e acciaio stanno vedendo aumenti di prezzo significativi. Questi costi influiscono direttamente sui tempi e sui budget dei nuovi data center di OpenAI.
Per mitigare queste difficoltà, l’azienda sta sviluppando robot autonomi capaci di costruire “data center auto‑replicanti”. Secondo Altman, questa tecnologia è “a portata di mano” e potrebbe ridurre la dipendenza da fornitori esterni e i costi di costruzione.
Strategie future di OpenAI
Nonostante le sfide, Altman resta convinto della necessità di espandere l’infrastruttura di calcolo. L’obiettivo è garantire che i modelli di IA più avanzati possano operare senza limitazioni di capacità. L’azienda intende:
- Accelerare la costruzione di data center attraverso l’automazione robotica;
- Investire in tecnologie di raffreddamento più efficienti per ridurre il consumo energetico;
- Collaborare con produttori di semiconduttori per assicurare una fornitura stabile di DRAM specializzata.
Altman ha inoltre suggerito che le politiche pubbliche potrebbero giocare un ruolo chiave nel mitigare la crisi, ad esempio incentivando la produzione di memoria dedicata ai data center e promuovendo standard di utilizzo più efficienti.
Il ruolo delle community open‑source
Le iniziative open‑source, sebbene possano alleviare la pressione su alcuni fronti, rischiano di aggravare la carenza di DRAM se gli utenti continuano a far girare modelli locali su hardware personale. Altman ha invitato le community a considerare soluzioni di “edge computing” centralizzate, dove la potenza di calcolo è condivisa ma gestita in data center più efficienti.
In conclusione, la dichiarazione di Sam Altman mette in luce una tensione strutturale tra la crescente domanda di IA e le limitazioni materiali del settore dei semiconduttori. La risposta di OpenAI, basata su robotica avanzata e partnership strategiche, potrebbe definire il futuro della scalabilità dell’IA a livello globale.