LineShine: supercomputer cinese in vetta alla classifica TOP500
LineShine torna a vincere con oltre 2 ExaFLOPS
Cinque anni di attesa non sono stati vani. La Cina è di nuovo in cima alla prestigiosa classifica mondiale dei supercomputer TOP500 grazie a LineShine, che supera di oltre il 20% il precedente record detenuto dagli Stati Uniti. La sua potenza è stimata in 2,198 ExaFLOPS, con un picco teorico di 2,73582 ExaFLOPS.
LineShine, installato al National Supercomputing Centre di Shenzhen, utilizza esclusivamente CPU, distinguendosi per la sua architettura di tipo unica rispetto alla tendenza di integrare anche GPU. Il supercomputer incorpora ben 45.360 CPU LX2 a 304 core, per un totale di 13.789.440 core, con una frequenza operativa di 1,55 GHz.
Da un punto di vista energetico, LineShine consuma 42.220 kW, una cifra non irrilevante, ma superiore a quella dell’ex leader mondiale. Questo dimostra l’enorme potenza di calcolo richiesta per mantenere un supercomputer in vetta al rango.
El Capitan, il supercomputer detronizzato
Per quasi nove anni, l’unica eccezione ai primati della Cina era stata costituita da El Capitan, ubicato al Lawrence Livermore National Laboratory in California. Costruito da Hewlett Packard Enterprise su architettura Cray EX255a, El Capitan utilizza 472.500 CPU AMD EPYC a 24 core e 182.046 GPU AMD Instinct MI300A.
Raggiunge una potenza di calcolo di 1,809 ExaFLOPS, con un picco massimo teorico di 2,82110 ExaFLOPS e un consumo di alimentazione di circa 29.685 kW. Rimane comunque il secondo più potente al mondo e uno dei pochi che integrano una struttura ibrida CPU-GPU.
Sfida internazionale nella top 10
La classifica aggiornata al giugno 2026 mostra una forte diversificazione geografica ed architetturale. Tra i nomi di spicco, non mancano le altre nazioni. Oltre agli Stati Uniti con Frontier e Aurora e alla Giappone con Fugaku, si segnala la Svizzera per Alps e la Germania per JUPITER Booster.
Interessante è anche l’ingresso nella top 5 del supercomputer italiano HPC7 di Eni, che raggiunge i 571,5 PetaFLOPS. HPC7 utilizza 144.228 CPU AMD EPYC a 24 core. La presenza dell’Italia in questa posizione evidenzia un netto balzo in avanti nel panorama mondiale.
Londra, Helsinki e Mosca hanno anch’esse nuovi entrati, testimonianza di una competizione che non si limita ad Asia e America ma include sempre più Paesi europei.
L’evoluzione tecnologica e l’impegno di NVIDIA
I progressi tecnologici non riguardano unicamente i supercomputer, ma anche le infrastrutture che li supportano. NVIDIA sottolinea con orgoglio la sua posizione nella categoria, grazie all’utilizzo delle sue GPU e tecnologie di connettività in oltre 400 dei 500 supercomputer nella TOP500.
I prodotti dell’azienda Usa, con particolare riguardo alle tecnologie di accelerazione, stanno trasformando radicalmente la potenza dei sistemi di calcolo ad alte prestazioni. La multinazionale, però, non è l’unica ad avere una forte presenza: AMD, HPE e Cray hanno anch’essi ruoli cruciali nel panorama internazionale.
Il futuro dei supercomputer
Con LineShine, i supercomputer non solo raggiungono nuovi picchi di potenza, ma si avvicinano sempre di più ai miliardi di miliardi di operazioni al secondo. Questi progressi aprono la strada a nuovi settori di ricerca e sviluppo, come l’intelligenza artificiale, la simulazione climatica e la fisica quantistica.
Un ruolo fondamentale, però, lo svolgono l’efficienza energetica e l’architettura scalabile. Molti ricercatori puntano a supercomputer sempre più intelligenti e sostenibili, in grado di adattarsi alle esigenze specifiche delle varie applicazioni.
La TOP500 continua quindi a essere uno specchio fedele dell’evoluzione tecnologica globale. La Cina mostra di aver nuovamente riconquistato un posto da protagonista, ma la sfida è ben lontana dall’essere conclusa. Il ventaglio di tecnologie, Paesi e collaborazioni non smette di espandersi, aprendo nuove frontiere che solo i grandi numeri possono descrivere.