L’IA si impone nelle nostre abitudini, ma il 95 % dei consumatori non le concede fiducia cieca
L’IA è privilegiata per ottenere risposte rapide
Gli strumenti di intelligenza artificiale hanno trasformato i percorsi di ricerca degli utenti, che sempre più spesso formulano direttamente la loro domanda all’IA. ChatGPT, ad esempio, ha superato il miliardo di utenti, dimostrando la velocità con cui la tecnologia si è diffusa. L’analisi è stata condotta da The Trade Desk in collaborazione con PA Consulting su un campione di 3 000 consumatori negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
Secondo i risultati, quasi la metà dei partecipanti utilizza l’IA per ottenere una risposta rapida. Altri usi frequenti includono la semplificazione di informazioni o di compiti e l’assistenza nella decisione e nella comparazione.
- 47 % per risposte rapide
- 30 % per semplificare un’informazione o un compito
- 29 % come aiuto alla decisione e al confronto
Il ricorso all’IA diventa quasi automatico quando è necessario prendere una decisione veloce senza conseguenze rilevanti. Quando, invece, la posta in gioco è più alta, la tendenza cambia: gli intervistati si rivolgono a fonti aggiuntive prima di concludere.

95 % dei consumatori non fanno completamente fiducia all’IA
Le cifre dell’indagine mostrano una diffidenza marcata quando l’IA è chiamata a supportare decisioni importanti, sia in ambito finanziario che personale. Ben 95 % dei consumatori verifica le informazioni fornite dall’IA consultando altre fonti ritenute più affidabili, come piattaforme specializzate, recensioni dei clienti o media premium.
Nel complesso, 87 % dei partecipanti dichiara di non affidarsi pienamente all’IA. Questo risultato evidenzia che, pur sfruttando gli strumenti di intelligenza artificiale, gli utenti li impiegano soprattutto nelle fasi preliminari del percorso di ricerca.
Il comportamento è quantificabile: i consumatori sono 1,2 volte più propensi a utilizzare l’IA come base di ricerca o per un primo filtraggio. Successivamente, l’open internet prende il sopravvento, con un aumento di 1,6 volte nella probabilità di citare l’ambiente web tradizionale come fonte di fiducia e di finalizzare l’acquisto lì.
Una opposizione IA e open internet che non ha luogo d’essere
I risultati suggeriscono che per le marche non basta essere presenti solo sull’open internet. È fondamentale essere citati dalle IA, perché è proprio attraverso questi strumenti che i consumatori avviano le loro ricerche e effettuano il primo screening.
Allo stesso tempo, la presenza sui canali tradizionali rimane cruciale. La ricerca tramite i motori classici non è conclusa; il web aperto continua a rappresentare l’ambiente privilegiato per confermare e convalidare le decisioni prese inizialmente con l’IA.