L’AI che impara a capire il mondo fisico: Odyssey raccoglie 310 milioni di dollari e vale 1,45 miliardi
L’intelligenza artificiale sta varcando un nuovo confine, abbandonando i chatbot a favore di una tecnologia in grado di comprendere la fisica degli oggetti, la luce, i movimenti e la causalità. Questa frontiera è rappresentata dai cosiddetti world model, una tecnologia che non elabora semplicemente testo ma simula il mondo reale. L’azienda che scommette su questa innovazione è Odyssey, una startup fondata nel 2023 a Palo Alto. L’azienda ha appena lanciato un round da 310 milioni di dollari, portando la sua valutazione a 1,45 miliardi.
Nel round di finanziamento Serie B, a guidare gli investitori è stata Natural Capital, mentre altri sostenitori sono stati Amazon, AMD Ventures e GV. Fino ad ora gli investitori hanno raccolto un totale di 337 milioni di dollari, con il supporto anche di GV e Nvidia Ventures. Questi investimenti rafforzano l’ambizione di Odyssey di posizionarsi come uno dei protagonisti del futuro tecnologico.
Alla guida dell’azienda ci sono due figure di spicco nel settore dell’IA applicata all’autonoma: Oliver Cameron, ex CEO di Voyage (acquisita da GM/Cruise), e Jeff Hawke, ex ingegnere alla britannica Wayve. L’esperienza maturata nel campo dei veicoli autonomi ha guidato la decisione di Odyssey di investire nei world model, che riconoscono la realtà in termini di fisica e movimento, molto più che semplici immagini.
Un approccio unico di Odyssey per raccogliere dati ha preso ispirazione diretta da Google Earth. L’azienda ha inviato persone per le strade con telecamere da montare sulla spalla, un modo per catturare informazioni ambientali a livello pedonale invece che auto-centrico. Oliver Cameron ha chiarito che i world model non si limitano a simulare la realtà: “Crediamo che i world model rappresentino una classe interamente nuova di modelli fondazionali, un'AI capace di capire realmente e simulare il mondo fisico.”
La tecnologia non si limita a comprendere la fisica: si prefigge di catturare anche la dinamica e il linguaggio del corpo, un ambito decisamente più avanzato rispetto ai modelli linguistici tradizionali. Cameron ha commentato questa evoluzione tecnologica al Financial Times, sottolineando l’entusiasmo rispetto a un modello che potrebbe rivoluzionare il futuro dell’IA.
Il panorama finanziario del settore rivela però una dinamica interessante. Mentre Nvidia Ventures aveva partecipato al round precedente, questa volta è assente, lasciando spazio a Amazon e AMD Ventures. Il cloud computing di AWS si è affermato come partner scelto per il provisioning, mentre i chip Trainium di Amazon sono al cuore della potenza computazionale di Odyssey.
Ron Diamant, Vice President di Amazon, ha sottolineato l’esigenza tecnica e computazionale che i world model richiedono. Secondo lui, “questi modelli rappresentano uno tra i carichi di lavoro più pesanti nell’AI, richiedendo una produttività estrema e un controllo rigoroso della latenza.” L’importanza di un’infrastruttura efficiente, quindi, non passa inosservata.
Un’altra dinamica interessante riguarda la presenza di In-Q-Tel, un fondo affiliato alla CIA. Il dettaglio ha sollevato interesse, soprattutto perché Odyssey ha chiarito fin dall’inizio di puntare su applicazioni specifiche, tra cui la difesa. Anche la concorrenza del settore sembra agguerrita: Runway vale già 5,3 miliardi, World Labs, fondato da Fei-Fei Li, ha rilasciato il suo prodotto Marble, e Yann LeCun è in trattativa con AMI Labs a 3 miliardi di euro. Tutto questo rende evidente l’importanza strategica di sviluppare tecnologie in grado di simularre il mondo fisico.
Odyssey però non si posiziona semplicemente come un laboratorio di produzione di AI applicata, ma come un vero e proprio laboratorio di ricerca puro, ispirandosi al modello seguito con successo da OpenAI nel campo dell’intelligenza artificiale linguistica. L’obiettivo non è solo vendere prodotti finiti, ma ridefinire completamente il modo in cui l’IA interagisce con il mondo fisico e con i sistemi che lo circondano.