La Sberbank russa punta a distribuire il suo modello AI ai paesi del Sud globale per colmare il divario digitale
Nel contesto di una corsa tecnologica dominata dagli Stati Uniti e dalla Cina, Mosca ha individuato uno spazio di differenziazione nel mercato dell’AI: i paesi in via di sviluppo. La Sberbank russa, leader del banking locale, sta cercando di fornire a queste nazioni un modello di intelligenza artificiale adatto alle loro esigenze, sovrano, economico e non dipendente da infrastrutture straniere.
Aiuti Tecnologici per il Sud Globale
Alexander Vedyakhin, primo vicepresidente della Sberbank, ha recentemente dichiarato a Reuters che c'è una forte domanda per la sua tecnologia tra paesi dell'America Latina, Africa, Asia e Oceania. Secondo lui, questi paesi desiderano un'AI locale ma non hanno risorse sufficienti. “All’inizio sarà più lenta e meno intelligente di soluzioni straniere“, ha chiarito Vedyakhin, “ma i contenuti saranno locali, i valori saranno i vostri.”
Un piano mirato a rimpiazzare i giganti occidentali
Il piano di Mosca non è solo una mossa per espandere l’economia digitale russa, ma anche una strategia geopolitica. Il modello AI GigaChat, sviluppato con dati locali, è inteso come una soluzione alternativa ai modelli occidentali, spesso percepiti come non neutrali o addirittura pericolosi dal punto di vista della sicurezza.
A livello tecnico, la Russia sembra concentrare i suoi sforzi su un'evoluzione dell’AI verso modelli più compatti, adatti a risolvere problemi specifici con costi contenuti, un aspetto che potrebbe soddisfare le esigenze di quei paesi in cui le economie digitali sono ancora in fase di sviluppo.
Le sanzioni e il ruolo strategico della Cina
Se da un lato il mercato dell’AI offre opportunità, dall’altro la Russia si trova in una posizione sfavorevole: la sua ricerca ha notevolmente più ritardi rispetto a USA e Cina. Le sanzioni occidentali rendono inoltre difficile l’accesso a hardware avanzato.
Per superare questo problema, la Sberbank ha discusso con Pepe Pechino, precisamente con Huawei, la possibile importazione di chip della serie Huawei Ascend 950. Questo accordo potrebbe fornire ai modelli russi di AI la potenza necessaria, dimostrando come l’alleanza tecnologica con la Cina abbia una funzione strutturale per le ambizioni digitali di Mosca.
La competizione globale e il ruolo strategico dell’AI
Il contesto mondiale vede il Sud globale crescere sempre di più, ma dipende ancora in larga parte dagli standard imposti da tecnologie straniere. La Russia cerca quindi di posizionarsi come partner di quelle nazioni che desiderano una tecnologia locale, economicamente sostenibile e rispettosa dei propri valori.
Mosca tra controllo e libertà d’informazione
Una questione non secondaria per la Russia è il ruolo dell’intelligenza artificiale nel controllo dell’informazione. In un contesto in cui la repressione online è diventata una strategia istituzionale, la tecnologia AI potrebbe essere utilizzata per rafforzare il controllo di Mosca sull’informazione interna. Un aspetto che inevitabilmente mette in discussione il carattere neutro dell’offerta russa.
Conclusioni
Il piano messo a punto da Mosca non appare solo un’iniziativa economica: c’è dietro una scelta geopolitica chiara. L’offerta dell’AI russa ha un obiettivo multiplo: colmare il gap digitale, ridurre la dipendenza dai giganti americani e posizionarsi al fianco di nazioni in via di sviluppo in una cornice tecnologica e politica alternativa.
Secondo l’Atlantic Council, la governance dell’intelligenza artificiale si sta muovendo verso una forma più globale, con quasi tutti i paesi coinvolti in dibattiti e collaborazioni. Ma la competizione fra le potenze rimane una variabile fondamentale. In questa partita, la Russia non vuole giocare in difesa: cerca di porsi come leader tecnologico alternativo.