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La Pax Silica si espande: l’Unione europea e nuovi membri rafforzano la sicurezza economica dell’intelligenza artificiale

AI Italia Blog 26 giugno 2026

Il 23 giugno 2026, durante il summit inaugurale, si è aperta una nuova fase per Pax Silica: l’adesione ufficiale da parte dell’Unione europea, con il supporto cruciale di Paesi Bassi, Germania e Grecia. Pax Silica, inizialmente lanciata dagli Stati Uniti, si presenta come un’iniziativa transnazionale per garantire la sicurezza economica dell’intelligenza artificiale, un’area che tocca settori chiave come la produzione di chip, la fornitura di矿石, energia, logistica e infrastrutture tecnologiche. Secondo Jacob Helberg, sottosegretario di Stato per gli affari economici che guida l'indiziativa, sono attesi nuovi membri tra Argentina, Cile, Costa Rica, Kazakhstan e Panama, arrivando a un totale di 24 Paesi.

Questa espansione non è solo una mossa diplomatica. Helberg ha chiarito che Pax Silica mira a costruire un blocco geoeconomico che garantisca stabilità e diversificazione nella filiera dell’AI. L’iniziativa si pone l’obiettivo di proteggere l’intera catena di valore dell’AI, riducendo la concentrazione su pochi Paesi che oggi rappresentano rischi strategici. Tra questi, la Cina domina gran parte della raffina di矿石 critici.

In particolare, la Cina è il principale raffinatore per il 70% di ben 19 minerali strategici analizzati dall’Agenzia internazionale dell’energia. Questo controllo ha rafforzato la decisione da parte degli Stati Uniti di creare una rete economica diversificata. L’anno scorso, Pechino ha inoltre messo in atto nuove restrizioni sull’export di terre rare, trasformando un rischio teorico in una questione concreta per i mercati occidentali. Per Washington, dipendere da un singolo Paese per la produzione critica espone l’economia dell’AI a turbolenze geopolitiche e a un costo crescente.

Helberg, citando una ricerca recente, spiega che Pax Silica serve a coordinare Paesi "fidati" per affrontare una competizione industriale con la Cina che si è spostata dai prodotti finiti alle tecnologie infrastrutturali. La strategia americana si allinea ad una logica di "sovrana dell’innovazione", diversificata rispetto alla "sovrana digitale" europea, che in alcuni casi ha portato ad investimenti duplicati e frammentazione di mercati.

La visione americana è però anche una replica alla strategia globale adottata nel settembre 2024 a New York dal Global Digital Compact dell'ONU, che propone un modello di governance più inclusivo. L’iniziativa Pax Silica, invece, si presenta come una coalizione di Paesi con interessi complementari. Tra questi, l’Unione europea ha accolto l’adesione a Pax Silica rivedendo contemporaneamente il Chips Act europeo, che da settembre 2023 mira a migliorare la capacità producente di semiconduttori nel continente.

Gli effetti politici dell’adesione all’iniziativa non mancheranno. Per l’Ue, collaborare con Washington significa anche subordinare in parte le politiche di sovranità tecnologica a quelle strategiche americane. Ci sono preoccupazioni interne sull’eventuale perdita di autonomia, anche se la Commissione europea ha sottolineato come il nuovo accordo rafforzi e ampli la strategia esistente.

Pax Silica non è però un accordo esclusivo europeo-american. Allora iniziale, nel 2025, erano coinvolti Paesi come Singapore, Australia, Giappone, Corea del Sud e Israele. Negli anni seguenti il progetto si è allargato: la Norvegia è entrata a maggio 2026, e la stampa indiana ha segnalato l'adesione anticipata di Nuova Delhi, con notevole peso demografico e industriale. Paesi come il Kazakhstan e la Filippine saranno anche nuovi partner nel programma, grazie a risorse naturali e progetti infrastrutturali.

Il modello di Pax Silica si basa su una coalizione diversificata. Ogni Paese parte con una specializzazione diversa: alcuni contribuiscono con la tecnologia, altri con manifattura avanzata, alcuni con risorse minerarie, energia, e logistica. Questo modello asimmetrico è uno stratagemma americano per non perdere il controllo di tecnologie strategiche nel contesto globale.

I minerali, per esempio, rappresentano un nodo centrale per l’AI. Helberg ha sottolineato l'intenzione di Washington di creare una “economic security zone” nel Kazakhstan, una regione cruciale per il contenimento dell’influenza cinese. L’idea è di fornire un contesto legale e regolatorio favorevole agli investitori esteri, soprattutto per quelle tecnologie fondamentali come i magneti a terre rare e il litio.

Helberg ha anche presentato iniziative legate alla formazione. La collaborazione con le università americane — come la Stanford University — mira a creare un curriculum dedicato alla manifattura e all’industria tecnologica. Il programma sarà fondamentale per colmare lacune educative rilevanti e creare una forza lavoro capace di sostenere l'industria dell’AI a lungo termine.

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