Intelligenza Artificiale: Nuove Regole in Italia
L'Italia ha le sue regole operative sull'intelligenza artificiale. Il d.lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato in Gazzetta ufficiale l'8 ottobre e in vigore dal 23 ottobre 2026, adegua la normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1689. Per la Pubblica Amministrazione e i dipendenti pubblici definisce tre cose: chi vigila, come si può usare l'AI negli uffici e quali tutele valgono quando un sistema automatico incide sul lavoro delle persone.
Con questo nuovo decreto legislativo, si ampia ora il perimetro di normativa sull'impiego dell'intelligenza artificiale nel settore pubblico. Attraverso il corso di formazione "Intelligenza artificiale negli appalti pubblici" Maggioli Formazione offre una formazione integrata e interdisciplinare sull'impatto dell'intelligenza artificiale nel settore degli appalti pubblici, affrontando la materia su tre piani distinti ma strettamente connessi: tecnico, giuridico e operativo.
Quadro Generale e Finalità del Provvedimento
Il D.Lgs. n. 179/2026 reca la disciplina di coordinamento tra l'ordinamento interno, l'AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689) e la legge nazionale sull'IA, completando il percorso di attuazione delle regole armonizzate in materia di intelligenza artificiale.
Il provvedimento è strutturato in 54 articoli, organizzati in cinque Capi tematici, che disegnano la nuova architettura di governo, vigilanza, responsabilità e sviluppo dell'IA in Italia.
I principali ambiti di intervento riguardano:
- Ambienti controllati di sperimentazione normativa (regulatory sandboxes): disciplina delle convenzioni tra autorità nazionali di vigilanza sull'IA, università, enti di ricerca, istituzioni AFAM e ITS Academy, con previsione di distacchi temporanei del personale (ex art. 23-bis D.Lgs. n. 165/2001), esoneri didattici e valorizzazione delle attività ai fini di carriera.
- Obblighi formativi e alfabetizzazione all'IA (art. 4 AI Act): percorsi obbligatori tecnici, giuridici e deontologici per magistrati, personale giudiziario, professioni ordinistiche (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.), professioni sanitarie (ECM) e formazione manageriale in sanità.
- Servizi per il lavoro: ammissibilità dei sistemi di IA per orientamento e incontro domanda/offerta, subordinata alla supervisione umana (human-in-the-loop), alla trasparenza e alla tutela dei diritti dei lavoratori.
- Equo compenso delle prestazioni professionali: previsione espressa per cui l'impiego di sistemi di IA da parte dei professionisti può comportare una modulazione dell'equo compenso (L. n. 49/2023), con decreti ministeriali attuativi legati alla classe di rischio del sistema utilizzato.
- Tutela della proprietà industriale e segreto aziendale: modifica all'art. 98 del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. n. 30/2005), che include espressamente tra le informazioni segrete e il know-how tutelato i dati, gli algoritmi, i modelli matematici, le architetture e le procedure di addestramento e ottimizzazione dell'IA.
Quadro istituzionale e governance: autorità nazionali e vigilanza
Il decreto disciplina la ripartizione dei compiti e le potestà di controllo in attuazione dell'AI Act:
Autorità nazionali per l'IA:
- AgID (Agenzia per l'Italia Digitale): designata quale autorità nazionale di notifica, competente per la valutazione, l'accreditamento, la notifica e il monitoraggio degli organismi terzi incaricati di verificare la conformità dei sistemi di IA;
- ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale): designata quale autorità nazionale di vigilanza del mercato, preposta al controllo sulla sicurezza, resilienza e conformità tecnica dei sistemi di IA immessi sul mercato o in servizio, con poteri ispettivi, di indagine e sanzionatori.
Autorità settoriali e coordinamento:
- Restano confermate le competenze specialistiche della Banca d'Italia, della CONSOB e dell'IVASS per i sistemi di IA applicati al settore bancario, finanziario e assicurativo, nonché del Garante per la protezione dei dati personali per gli aspetti di privacy e trattamento dati.
- È istituito un meccanismo strutturato di raccordo operativo e protocolli d'intesa (anche tramite linee guida, atti di indirizzo e comitati di coordinamento) per assicurare uniformità applicativa ed evitare sovrapposizioni.
Poteri ispettivi e sanzioni: vengono definiti i procedimenti sanzionatori amministrativi per le violazioni degli obblighi unionali e nazionali, graduati in base alla gravità e alla classificazione di rischio dei sistemi di IA.
Spazi di sperimentazione normativa (Regulatory Sandboxes) e Ricerca
Per incentivare l'innovazione senza sacrificare la conformità alle norme:
- Sandbox normative: università, enti pubblici di ricerca, istituzioni AFAM e fondazioni ITS Academy possono stipulare convenzioni con le autorità nazionali (e con il mondo produttivo) per realizzare e gestire ambienti controllati di prova e sperimentazione di sistemi di IA innovativi, anche ad alto rischio.
- Mobilità e incentivi accademici: è prevista la possibilità di disporre l'assegnazione temporanea (distacco) di personale e ricercatori (ex art. 23-bis D.Lgs. 165/2001); per professori e ricercatori a tempo pieno impegnati nelle sandbox sono previsti esoneri dagli obblighi didattici e la piena valorizzazione delle attività ai fini di scatti stipendiali, carriere e concorsi.
- ITS Academy e Dottorati industriali: potenziamento del trasferimento tecnologico tramite dottorati di ricerca co-progettati e co-finanziati con le imprese e percorsi applicati negli ITS Academy.
Lavoro, Professioni, Giustizia e Sanità
Giustizia (Art. 46): obblighi di alfabetizzazione e percorsi formativi per magistrati (a cura della Scuola Superiore della Magistratura) e personale amministrativo. I corsi coprono il funzionamento tecnico, i limiti dei sistemi algoritmici, la disciplina giuridica e l'impatto sui diritti fondamentali e sull'organizzazione giudiziaria, assicurando le competenze necessarie alla sorveglianza umana.
Professioni ordinistiche e non regolamentate (Art. 47): obbligo per tutti gli ordini e collegi professionali di inserire moduli su IA nella formazione continua entro 6 mesi, articolati su profili tecnici, giuridici e deontologici (trasparenza verso il cliente, rispetto del principio antropocentrico e riserva di responsabilità decisionale del professionista).
Servizi per il lavoro e occupazione (Art. 48): P.A. e agenzie per il lavoro possono utilizzare l'IA per orientamento e incrocio domanda/offerta, ma con la garanzia tassativa della supervisione umana, della trasparenza e della non discriminazione verso lavoratori e utenti.
Equo compenso (Art. 49): l'impiego di sistemi di IA nello svolgimento della prestazione professionale può comportare una modulazione dell'equo compenso (L. 49/2023), in base a parametri che tengano conto della classe di rischio del sistema utilizzato, da definire con appositi decreti ministeriali entro 12 mesi.
Educazione finanziaria (Art. 50): il Comitato per l'educazione finanziaria promuove campagne ed eventi per sensibilizzare cittadini e consumatori su opportunità e rischi legati all'IA nella finanza e nel credito.
Sanità (Art. 51): formazione obbligatoria sull'IA inserita nei programmi di Educazione Continua in Medicina (ECM) per tutti i professionisti sanitari e nei corsi di formazione manageriale per i dirigenti della sanità (a cura di AGENAS).
Proprietà industriale e tutela del know-how aziendale
Segreto aziendale su algoritmi e dati (Art. 52): viene modificato l'art. 98 del Codice della Proprietà Industriale (D.Lgs. 30/2005). Rientrano ora esplicitamente tra le informazioni aziendali segrete tutelate:
- i dati e i dataset;
- gli algoritmi e i modelli matematici;
- le architetture di sistema, le funzioni di ottimizzazione, le procedure e i parametri computazionali di addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale.
Competenza giurisdizionale (Art. 53): tutte le con