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Il caso Garlasco diventa un libro scritto dall’AI: l’esperimento del giornalista Andrea Fabbri

AI News Italia 15 luglio 2026

Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione con un esperimento editoriale senza precedenti. Il giornalista umbro Andrea Fabbri ha realizzato un libro intitolato “Garlasco secondo l’intelligenza artificiale”, una pubblicazione interamente scritta dall’AI Gemini di Google sotto la supervisione umana. Questo progetto unico, edito da Intermedia Edizioni, presenta un approccio innovativo rispetto al modo tradizionale con cui i libri sono composti, invertendo il ruolo dei protagonisti: l’intelligenza artificiale assume una posizione di scrittura diretta, lasciando al cronista il compito di supervisione.

Una progettualità basata su dati ufficiali

Fabbri non era un esperto né del caso di Garlasco né di cronaca giudiziaria. La sua idea era di ottenere una lettura oggettiva, impersonale e distaccata del caso. Ha chiesto all’AI di basarsi esclusivamente su fonti ufficiali e documenti giudiziari, senza alcun condizionamento emotivo. L’algoritmo ha lavorato su una base documentale estremamente articolata: la discovery della Procura di Pavia, l’informativa completa dei carabinieri di 310 pagine e le posizioni legali dell’avvocato di Andrea Sempio.

Dal lavoro dell’intelligenza artificiale sono state prodotte 128 pagine suddivise in 24 capitoli. Fabbri ha svolto il proprio ruolo limitandosi a verificare se l’esposizione fornita fosse corretta rispetto ai fatti documentati. In questo senso, il libro è un’operazione di supervisione estremamente rigorosa.

Un esperimento “rovesciato”

Andrea Fabbri ha definito il proprio lavoro come una “riscrittura della Genesi”, sottolineando l’atteggiamento sperimentale della sua iniziativa. Il giornalista ha dato il via libera all’algoritmo per analizzare le tracce del delitto di Chiara Poggi, riferimenti giudiziari e ricostruzioni legate al caso. “Non sono io che ho scritto, ma l’algoritmo che ha letto i dati, interpretato i documenti e ricostruito una sua versione”, ha spiegato.

Nel suo racconto, Fabbri ha presentato il progetto come un atto di fiducia verso una intelligenza diversa: “Un verdetto autonomo, una creatura artificiale che interpreta e valuta il caso Garlasco come fosse giurata, e che non ha opinioni, ma capacità analitica pura”. La conclusione, secondo lui, è “clamorosa e inaspettata”.

I risvolti giudiziari e culturali del libro

Il caso Garlasco nasce dal delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia). Dopo la condanna definitiva del suo ex fidanzato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione, il caso si è rianimato grazie a nuove tracce di DNA che non sono state attribuite con certezza a una figura specifica. Questo ha riportato il procedimento al dibattito pubblico, con il fascicolo tornato a essere investigato e ripubblicizzato.

L’introduzione scritta da Fabbri

Nella parte introduttiva, unica redatta direttamente da Fabbri insieme alla conclusione metodologica, l’autore riflette criticamente sulla crisi del giornalismo italiano, spesso orientato alla vendita e alla competizione mediatica. “I giornalisti sposano tesi e le difendono, a volte anche in modo parziale”, ha commentato, presentando il libro come un’istanza di obiettività, capace di offrire una prospettiva “fredda, binaria, e non influenzata da passioni”. L’AI, in questo senso, rappresenta “una voce estranea ma precisa”, in grado di valutare i fatti attraverso dati e ricostruzione logica.

Una sfida all’editoria futura

Il volume non si colloca esclusivamente in ambito giudiziario, ma anche in un dibattito di carattere tecnologico. In tempi in cui sempre più strumenti di AI generativa vengono impiegati in settori fino a poco tempo fa riservati all’uomo, il libro di Fabbri rappresenta un punto di svolta. I dati forniti all’AI, pur completi, potrebbero non essere sufficienti a tracciare una ricostruzione perfettamente esatta se le fonti fossero incomplete.

Inoltre, la sua sperimentazione apre la strada a fenomeni nuovi: negli Stati Uniti, per esempio, sembra che sempre più bibliotecari siano costretti a far fronte a richieste di libri inventati dagli utenti che si sono creati in mente a seguito di utilizzo errato di strumenti basati su intelligenza artificiale.

Un doppio filone attuale

Il libro di Fabbri si inserisce in un duplice contesto di interesse. La sua tematica legata al caso Garlasco contribuisce al dibattito pubblico alimentato dal ripristino di un processo legale su un caso che ha visto cinque dibattimenti e ha coinvolto figure centrali della cronaca giudiziaria italiana. Sul versante tecnologico, il libro rappresenta un tentativo audace di applicare l’intelligenza artificiale in un ambito creativo, aprendo la strada a discussioni su responsabilità e qualità delle produzioni editoriali generate da algoritmi.

Sebbene il libro non sostituisca l’intelligenza umana, ne rappresenta però una possibile evoluzione, spingendosi a proporre nuove metodologie editoriali e interpretative. Per chiunque segua con interesse i destini della giustizia e della sperimentazione tecnologica, “Garlasco secondo l’intelligenza artificiale” rappresenta un’opera che mette in discussione i limiti del lavoro tradizionale.

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