Home Fondamenti Storia dell'AI Reti Neurali Backpropagation Architetture Token Modelli AI Case Studies Tecniche RAG RAG Avanzato GraphRAG MCP Orchestrazione LangChain LangGraph Prompt Engineering Usare l'AI ChipsBot News

Google richiede competenza in AI per ingegneri e usa Gemini nei colloqui

AI News Italia 21 ottobre 2026

Per lavorare come ingegnere software in Google serve saper usare l’intelligenza artificiale. Secondo documenti interni visionati da Business Insider, la competenza in AI è ormai un requisito per i ruoli di software engineering, mentre l’integrazione dell’AI nei prodotti è richiesta per la maggior parte delle posizioni oltre il livello entry-level. La società usa i propri modelli Gemini sia per migliorare i prodotti sia per costruire la generazione successiva di Gemini, e ora porta lo stesso approccio nelle assunzioni.

L'integrazione di Gemini nei colloqui

Il cambiamento è graduale. Una prima notizia di maggio parlava di test in poche organizzazioni, con un nuovo round di “code comprehension”: il candidato legge, corregge e migliora un codice esistente, con Gemini come assistente approvato. Gli esaminatori valutano la capacità di scrivere prompt, verificare le risposte del modello e fare debug. Google definisce il formato “human-led, AI-assisted”. I test, partiti su ruoli junior e intermedi in alcuni team statunitensi, si sono poi allargati a più parti dell’azienda, anche se un portavoce li descrive ancora come pilota.

Gemini entra anche nel lavoro degli esaminatori. Google sta provando trascrizione e appunti automatici per i colloqui condotti su Google Meet e lavora a uno strumento che aiuti gli intervistatori a redigere feedback su misura per il ruolo. Il round “Googleyness and Leadership”, finora dedicato a domande comportamentali e cultura aziendale, include una conversazione tecnica sul design dei progetti precedenti del candidato. Brian Ong, vicepresidente del recruiting, spiega che le prove servono a riflettere meglio il modo in cui lavorano i team.

L'impatto dell'AI su Google e altre aziende

Il motivo è nei numeri interni. Sundar Pichai ha scritto il 22 aprile 2026 che il 75% del nuovo codice in Google è generato dall’AI e approvato dagli ingegneri, contro il 50% dell’autunno precedente. Un colloquio che vieta ogni aiuto esterno misura una competenza che in azienda pesa sempre meno. Altre società si muovono nella stessa direzione: tra i casi citati ci sono Canva e la startup di coding Cognition, e il confronto con Meta compare nelle guide di preparazione.

Per chi cerca lavoro cambia la preparazione. Esercitarsi a scrivere algoritmi da zero a memoria serve meno che allenarsi a leggere codice altrui, individuare errori in output generati da un modello e spiegare ad alta voce le proprie scelte. Pesa anche la capacità di dire quando la risposta dell’AI è sbagliata. Chi assume, dal canto suo, deve decidere come distinguere un buon ingegnere da un buon utente di Gemini.

Se i pilota reggeranno, il formato potrebbe diventare lo standard dei colloqui tecnici nelle grandi aziende, con prove sempre più vicine al lavoro quotidiano. Resta aperta una questione pratica: quando tutti i candidati usano lo stesso assistente, la differenza la farà il giudizio con cui lo guidano.

Leggi l'articolo originale →
← Torna alle news