Home Fondamenti Storia dell'AI Reti Neurali Backpropagation Architetture Token Modelli AI Case Studies Tecniche RAG RAG Avanzato GraphRAG MCP Orchestrazione LangChain LangGraph Prompt Engineering Usare l'AI ChipsBot News

Google chiude Pixel Studio: l'app per creare stickers con IA diventa obsoleta

Hipertextual 5 giugno 2026

Google ha annunciato la fine di Pxel Studio, l’applicazione dedicata alla generazione di immagini attraverso l'intelligenza artificiale, lanciata originariamente con il Pixel 9 nel 2024. L’app è stata definitivamente depotenziata con la versione 2.3, che ha smesso di supportare funzionalità di creazione e modifica di immagini, spingendo gli utenti verso Gemini e Nano Banana, le nuove tecnologie di generazione e manipolazione di contenuti visivi.

Quali funzionalità offre l’ultima versione

La versione 2.3, pubblicata ufficialmente su Google Play Store, ha modificato l’interfaccia di Pixel Studio in modo sostanziale. Al momento dell’apertura dell’app non si troverà più il pannello principale per generare le immagini, ma un bottone che dice “Apri Gemini”. Sullo schermo compare anche un messaggio che spiega agli utenti dove spostare le loro attività: per creare immagini o animazioni devono usare Nano Banana, e in caso manchi l’app, Google redirige direttamente l’utente verso la Google Play Store.

Dal Pixel 9 al declino di Pixel Studio

Pixel Studio fu lanciata per celebrare le capacità dei nuovi smartphone Google, in particolare il Pixel 9. L’app si proponeva come un modo innovativo per creare stickers personalizzati, illustrazioni, animazioni, e modificare le fotografie. Negli anni, Google aggiunse nuove funzionalità, come miglioramenti grafici e strumenti di editing, ma alla fine, l'incapacità di competere con Gemini e Nano Banana ha portato al suo ritiro.

Problemi fin dal debutto

Da subito, Pixel Studio fu segnata da problemi tecnici. La sua uscita nel 2024 non fu esattamente perfetta e Google dovette rilasciare una serie di aggiornamenti per correggere errori significativi. Ancora prima della versione 2.3, l’ultima release aveva già cominciato a disabilitare funzioni chiave dell’app. Questo processo è stato completato con l’attuale versione, che ha posto fine definitiva all’app.

La strategia di Google: un focus su Gemini

Chiudere Pixel Studio rientra in un piano strategico di Google per concentrare le funzionalità di intelligenza artificiale in un numero ristretto di strumenti. In questo caso, l’app Gemini ha assunto un ruolo centrale nel settore della creazione di immagini, soppiantando Pixel Studio. Nano Banana, per parte sua, è diventata il modello chiave per la manipolazione visiva, mentre Pixel Studio, con il suo pubblico limitato ai dispositivi Pixel 9 e 10, ha perso appeal.

Come procede il ritiro dell’app

Attualmente, non tutti i dispositivi hanno ricevuto la versione 2.3 di Pixel Studio, anche se il rollout proseguirà nei prossimi giorni. Per gli utenti che possiedono un Pixel 9 o un Pixel 10, il passaggio a Gemini non è più una scelta, ma una necessità. Non è chiaro però se Google rimosserà del tutto l’app dai dispositivi, lasciandola solo per funzioni residue oppure installandola come opzione secondaria.

Potrà rimanere Pixel Studio sui dispositivi?

Una questione aperta è il destino di Pixel Studio nei telefonini. Alcuni sospettano che l’app possa sopravvivere per permettere modifiche di schermate o funzioni secondarie, ma il suo scopo principale è ormai andato perduto. La sua interfaccia rimarrà però limitata, senza alcun vantaggio rispetto a quelle offerte da altre applicazioni di editing disponibili su Android. Chi aveva creato immagini o stickers con Pixel Studio dovrà imparare a utilizzare i nuovi strumenti di Google o passare a un’alternativa esterna.

Cosa succede ai contenuti creati con Pixel Studio

Se hai creato con Pixel Studio una serie di immagini o stickers, questi rimarranno conservati all’interno dell’applicazione, esattamente come Google aveva previsto in precedenza. Non ci sarà alcuna operazione automatica per spostarli in Gemini o Nano Banana, ma sarà necessario accedere manualmente agli archivi e trasferire i file se necessario. In ogni caso, la versione avanzata dell’app per la creazione non è più funzionante.

Leggi l'articolo originale →
← Torna alle news