Getty Images porta le sue foto su ChatGPT: accordo pluriennale con OpenAI
Getty Images e OpenAI hanno siglato un accordo pluriennale per integrare le foto dell’archivio Getty all’interno di ChatGPT. L’obiettivo dell’intesa è quello di migliorare l’esperienza dell’utente mostrando immagini selezionate editoriali e stock per contesti di ricerca. Le immagini non verranno utilizzate per il training dei modelli AI, ma saranno integrate direttamente nelle risposte del GPT per fornire contesto visivo. Il titolo di borsa di Getty Images ha visto un forte rialzo nel pre-market dopo questa annunciata collaborazione, segnando un aumento del +145% il 22 giugno 2026.
Chiariamo innanzitutto i limiti del contratto firmato fra le due società. L’accordo è esclusivamente di display, il che significa che le fotografie non saranno utilizzate per addestrare i modelli generativi di OpenAI, né tantomeno DALL-E. Le immagini compaiono all’interno delle risposte visuali solo quando la query dell’utente richiede un’immagine. Gli ambiti tematici privilegiati includono eventi di interesse, sport, viaggi, storia, intrattenimento. Dettagli non sono stati forniti riguardo alle politiche di attribuzione dell’immagine all’interno dell’app e nemmeno riguardo all’accesso all’immagine stessa per utenti che vorranno acquistare una licenza. Queste incertezze interessano soprattutto i 600.000 contributori Getty e le questioni di trasparenza sui compensi.
Una strategia diversa rispetto al passato
Per comprendere questo accordo, è fondamentale considerare il contesto in cui si inserisce per Getty. Nel 2022 la società aveva vietato l’uso delle immagini generate da IA su piattaforme esterne, segnando una posizione contraria al training non autorizzato di algoritmi AI. L’anno successivo era passata all’opera di citare in giudizio Stability Ai, accusata di aver violato il copyright di oltre 12 milioni di immagini. La causa aveva però avuto risultati limitati, con un tribunale inglese che aveva rifiutato varchi capi di accusa, indebolendo lo scenario legale per la società. Tuttavia, un cambio di rotta era in atto: già nel 2025, Getty aveva firmato un accordo con Perplexity Ai, introducendo il tema delle immagini con licenza all’interno della piattaforma. L’accordo con OpenAI rappresenta la scalata definitiva verso la collaborazione con una delle principali soluzioni AI.
Le implicazioni per OpenAI
Per OpenAI, questa collaborazione rafforza una precisa strategia di trasformazione: ChatGPT non è più solo un motore di risposte, ma una piattaforma di ricerca integrata con contenuti esterni. Le immagini Getty rappresentano un completamento importante dell’esperienza visiva già supportata da testi provenienti da partner editoriali del calibro di News Corp, The Guardian e Financial Times. Anche dal punto di vista del business advertising, l’accordo si inquadra bene nell’ambizione di OpenAI di creare un ecosistema pubblicitario all’interno dell’app. Nel maggio 2026, infatti, la società aveva aperto una beta di un proprio Ads Manager, in cui le unità pubblicitarie includevano un campo dedicato alle immagini, un dettaglio che sottolinea l’importanza di risorse visuali con licenza.
Getty Images tra regolamentazione e mercato in transizione
Nel panorama più ampio, l’annuncio arriva mentre Getty attende il via libera alle regole competitive intorno alla sua fusione con Shutterstock da 3,7 miliardi di dollari. L’accordo con OpenAI è uno step importante in un periodo non facile per Getty, che aveva visto la sua azione calare fino al -40% all’inizio del 2026, penalizzata dal mercato sempre più saturo di immagini generate da intelligenza artificiale. La strategia della foto di mettere l’immagine al servizio delle AI, invece che combatterle in tribunal, sta diventando una chiave importante per il settore. Se il modello di visualizzazione con attribuzione riuscirà a generare reddito concreto per i fotografi, potrebbe creare una solida base economica e normativa per il futuro. Restano, però, forti criticità: un’assenza di trasparenza riguardo ai compensi, e la questione dell’attribuzione pubblica all’interno dell’interfaccia, potrebbero far emergere forti critiche nel breve periodo.