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Gemini diventa un agente universale, e fa il lavoro al posto tuo

Hardware Upgrade 14 ottobre 2026

Google Cloud ha trasformato Gemini in un esecutore universale. L'8 ottobre, sul palco di Gemini at Work 2026, Thomas Kurian ha presentato Gemini agent: un agente unico che accetta "obiettivi, non solo istruzioni", pianifica da sé i passaggi necessari e consegna il risultato finito. Le aziende lo ricevono per prime; i consumatori dovranno attendere.

La distanza dal chatbot si misura su tre fronti. Gemini agent costruisce il piano di lavoro, carica le competenze necessarie e genera sotto-agenti dotati di identità propria per spezzare i compiti complessi. L'esecuzione resta attiva nel cloud anche per giorni, sostenuta da quattro tipi di memoria: di sessione, semantica, procedurale ed episodica.

La scelta del modello avviene automaticamente, ma l'utente può intervenire e imporre il motore che preferisce, inclusi i Claude di Anthropic. Google promette l'allargamento del selettore ai modelli open source e proprietari. Sul fronte dei costi arrivano smart routing, orchestrazione multi-modello e tetti di spesa in tempo reale nella Cloud Billing Console, con tracciamento per singolo progetto e sospensione immediata al raggiungimento del limite.

L'IA diventa un collega con la sua e-mail, fino a quando non ti spodesterà

Il dettaglio più spiazzante riguarda l'identità. L'agente dispone di un account Workspace tutto suo, indirizzo e-mail compreso, e conosce l'organigramma: chi sta in quale squadra, i fusi orari, chi deve approvare cosa, i calendari altrui. Lo si convoca con un tag, una mail, una condivisione o inserendolo in una chat di gruppo, e ogni azione finisce in un registro di controllo attribuito all'agente anziché a una persona.

Il perimetro operativo passa dai connettori

Gemini agent dialoga con Google Workspace, Microsoft 365, Slack, Jira, Confluence, Git, Salesforce, ServiceNow e con i database (BigQuery, Databricks, Postgres, Snowflake), oltre a qualsiasi server MCP dentro o fuori la rete aziendale. Alle richieste si possono allegare file, cartelle o interi progetti che combinano documenti e competenze, come spiega l'annuncio ufficiale.

Il controllo umano si esercita da una tasks inbox

Il controllo umano si esercita da una tasks inbox che espone il ragionamento dell'agente, le deleghe ai sotto-agenti, le competenze caricate, il codice prodotto e lo stato di avanzamento. I canali di accesso coprono iOS, Android, Windows, Mac, riga di comando, Workspace, Microsoft 365 e Slack, con la possibilità di farlo funzionare in modalità headless, senza interfaccia dedicata.

I numeri citati da Sundar Pichai spiegano la scelta di partire dal mondo enterprise

I numeri citati da Sundar Pichai spiegano la scelta di partire dal mondo enterprise: oltre un miliardo di utenti mensili per Gemini e quasi il 90% delle Fortune 100 già su Gemini Enterprise. Tra i collaudatori iniziali figurano On, Shopify e PayPal, mentre la lista clienti comprende BNP Paribas, Bradesco, Merck, Orange Spain, Santee Cooper, SOMPO, Ulta Beauty e Wesfarmers.

Pichai ha ammesso che il rinvio del lancio consumer serve a risolvere i "problemi più difficili legati a sicurezza, scala e prestazioni". Un'ammissione pesante, perché l'azienda sta consegnando a un software credenziali, posta aziendale e accesso diretto ai database di produzione.

Agent Sandbox e Agent Gateway servono a contenere i danni: le aziende dovranno capire quanto valga quella rete di sicurezza prima di delegare gli esiti anziché i singoli compiti.

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