Gemini 3.5 Pro, Terzo Rinvio Per Il Modello Di Google
Che fine ha fatto Gemini 3.5 Pro? Terzo rinvio per il modello di Google
Le promesse di Sundar Pichai saranno disattese
Google aveva fissato l’uscita generale di Gemini 3.5 Pro entro la fine di giugno, ma ad oggi il modello resta ancora confinato alla preview enterprise su Vertex AI. Le quotazioni di mercato segnalano ormai un consenso quasi unanime su uno slittamento a luglio.
Dopo il ritardo annunciato a maggio, e in mezzo a una stagione di grandi evoluzioni e rivalità tecnologiche, si chiede chi oggi potrà dare un termine certo per il lancio del modello Pro più avanzato di Google.
Una promessa nata a I/O
Tutto comincia il 19 maggio, quando Sundar Pichai presenta Gemini 3.5 Pro sul palco di Google I/O e chiede al pubblico di attendere fino alla fine di giugno per la disponibilità generale. Nelle settimane successive il modello entra nella sua finestra di rilascio attesa, con gli analisti che collocano la general availability tra il 23 e il 30 giugno.
Il contesto competitivo in cui Google si muove non è banale: Fable 5 di Anthropic passa dietro paywall proprio in quei giorni e GPT-5.6 di OpenAI non è ancora sul mercato, una finestra che Google avrebbe potuto sfruttare per consolidare la propria posizione prima che i rivali tornassero a far rumore.
Cosa promette (sulla carta) Gemini 3.5 Pro
Al netto del ritardo, le specifiche annunciate restano ambiziose. Il modello punta a una finestra di contesto da 2 milioni di token, il doppio di Gemini 3.5 Flash e la più ampia tra i modelli frontier oggi in produzione, oltre a una modalità di ragionamento estesa chiamata Deep Think, pensata per i problemi più complessi di scienza, matematica e coding.
- Si tratta di una finestra di contesto fino a 2 milioni di token;
- La modalità Deep Think si rivolge a compiti avanzati;
- L’offerta punta a migliorare i benchmark rispetto alla generazione precedente.
Non meno importante, però, il contesto finanziario: si parla di un prezzo che potrebbe raggiungere i 15 dollari per input e 60 dollari per output per milione di token, circa dieci volte rispetto al modello 3.5 Flash.
Si tratta comunque di previsioni, poiché come sottolineano indagini di settore, nessuna model card ufficiale è stata ancora pubblicata da Google né benchmark concreti o pricing definitivi sono stati diffusi. Alcuni aspetti, come performance specifiche in test SWE-bench, sono ritenuti non confermati.
Il crollo delle aspettative
Il primo segnale di slittamento arriva attorno al 24 giugno. Le ricostruzioni di stampa, riprese da testate come GuruFocus, parlano di un rinvio a luglio “per affinamenti finali”, motivato anche dalla partenza di ricercatori chiave e da persistenti gap nei benchmark rispetto alla concorrenza.
Per quanto riguarda il mercato predittivo, entro il 26 giugno, Polymarket prezza al 40-45% le probabilità di un lancio entro il 30 giugno, e si parla di un livello basso di fiducia. Alla fine del mese le quotazioni sul lancio scendono tra il 4 e il 5%, un dato che il mercato interpreta come un riconoscimento quasi formale del ritardo.
Le cause dietro il ritardo
Dietro il ritardo non c’è un solo fattore bensì un insieme di problemi. Prima di tutto, l'emorragia di talenti nel team coding di DeepMind: a fine giugno vengono citate uscite di quattro ricercatori senior che hanno lasciato Google per Anthropic in sei giorni, aggiungendosi a precedenti fuggi fuggi verso Meta.
Sempre in tema di problemi, ci sono difficoltà tecniche nel chiudere il divario di performance con i modelli rivali sui benchmark agentici e su contesti lunghi. Ogni settimana di ritardo quindi non solo aumenta l’incertezza tecnica, ma si traduce in visibilità mediale sempre minore per Google.
Un risultato in chiaroscuro per Google
Lo slittamento non cancella però i progressi del periodo. Il 22 giugno Google ha lanciato Gemini 2.5 Pro con Deep Think, un modello che ha registrato risultati molto solidi e positivi sui benchmark di ragionamento: 82,4% su GPQA Diamond e il 89,8% su MMLU-Pro.
Molto interessante anche il ruolo di Gemini 3.1 Pro, disponibile dal febbraio scorso e che ha già mostrato performance impressionanti come il 77,1% su ARC-AGI-2, quasi raddoppiando il risultato rispetto alla versione 3 Pro di un anno prima. Con una finestra di contesto di 1 milione di token già attiva, Gemini 3.1 Pro mantiene una sostituzione operativa per Gemini 3.5 Pro fino al lancio.
Ma il mancato rispetto della scadenza di I/O rappresenta, per osservatori e analisti, il secondo impegno consecutivo annunciato a Google I/O che Google non riesce a rispettare nei tempi promessi
Per Google, il mancato rispetto del termine fissato a Google I/O rappresenta una sconfitta reputazionale. La promessa di lancio ad agosto 2025, fatta a I/O, è ormai sfumata e con essa si è deteriorata la fiducia in annunci futuri, specie in un settore dove le proiezioni sono diventate materia di scommesse e attenzione finanziaria costante.
Cosa aspettarsi a luglio
Al momento Google non ha confermato ufficialmente né il rinvio né una data precisa per il lancio. Il modello resterà accessibile solo in preview enterprise su Vertex AI, come già da tempo. Il mercato, invece, attende un annuncio formale nelle prossime settimane.
Nel frattempo, la concorrenza procede: Anthropic ha rilasciato Fable-5 e OpenAI si avvicina a un rilascio definitivo di GPT-5.6. Il confronto si fa ancora più serrato, con Google che dovrà recuperare una finestra operativa che le è sfuggita nonostante il ritmo accelerato.
Un settore in cui si confondono promesse e realtà
Gemini 3.5 Pro rappresenta un punto importante per Google. L’azienda non può permettersi di essere percepita come instabile sul piano tecnologico né, soprattutto, sui tempi di consegna.
Con il rinvio e la diffusione di dati non verificati e potenzialmente fuorvianti, Google rischia di perdere il controllo del proprio narrative, una posizione delicata in un mercato in continua evoluzione. La sfida che Google si trova davanti non è solo tecnologica, ma anche relazionale.