El veto a Fable 5 confirma lo che sospettiamo da anni: l’IA non è un prodotto, è un’arma. E l’Europa non ne ha nessuna
Qualche giorno fa, il governo spagnolo si era congratulato per l’implementazione del progetto di Sandbox Regulatorio dell’UE in ambito di AI. Sembra però che, nonostante le ingenti risorse investite, Spagna e l’Unione Europea siano anni luce indietro rispetto a Usa e Cina. Una situazione grave, resa evidente da eventi recenti come il vetto su Fable 5. Ma come siamo arrivati fin qui?
Una cronologia a portata di mano
Il mese scorso, Anthropic ha lanciato un anteprima del modello "Claude Mythos Preview", rivelandosi così potente da essere considerato troppo adatto a essere diffuso pubblicamente. Le aziende privilegiate, come Mozilla, sono state le uniche a poter sperimentare con esso.
Il 10 giugno 2026, un anno dopo, Anthropic ha lanciato "Claude Fable 5", una versione "capata" – ristretta in termini di potenza – di Mythos Preview. Nonostante le misure di sicurezza incorporate, il modello ha rappresentato una svolta qualitativa per l'AI. Inizialmente disponibile in versione gratuita e a pagamento, l’accesso è stato limitato solo all’utilizzo tramite API dal 22 giugno in poi. Tuttavia, il 12 giugno 2026, il governo statunitense ha vietato categoricamente l’accesso non statunitense a Fable 5. Anthropic ha quindi scelto bloccare l’accesso a tutto il mondo a quest’ultimo modello.
La fine dell’epoca dell’AI come strumento
Questi fatti, in continua evoluzione, rappresentano una verità evidente: l’intelligenza artificiale è diventata un’arma tecnologica. Non è più una semplice strumento, ma una tecnologia potenzialmente devastante. Questo sviluppo ribadisce quel che abbiamo espresso in passato come il "Momento Oppenheimer".
Che cos’è il Momento Oppenheimer?
Pensiamo al momento storico in cui la bomba atomica fu creata. Inizialmente concepita come un progresso scientifico, fu in seguito appropriata e controllata dal governo americano per scopi militari. Ora, qualcosa di simile sta succedendo con modelli di AI avanzati come Fable 5. Le aziende private, come Anthropic, tentano ancora di controllare e gestire le cose, ma l’appoggio del governo non sembra mai distante. Si veda ad esempio la controversia con il governo degli Stati Uniti e l’implicazione del Dipartimento della Difesa.
L’IA come strumento di controllo
La decisione del governo degli Stati Uniti di vietare l'accesso a un modello di intelligenza artificiale commerciale è inaudita. Adducendo motivi di sicurezza nazionale, gli Stati Uniti hanno deciso che Fable 5 fosse troppo rischioso da lasciare in mani straniere. Hanno esercitato un controllo totale su una tecnologia potenzialmente pericolosa, e il fatto che la sua disponibilità possa sparire improvvisamente dimostra che chi sviluppa quei modelli possiede un vantaggio strategico senza eguali.
La Cina adotta una strategia diversa
Mentre gli Usa bloccano il libero accesso a modelli avanzati, la Cina adotta un approccio completamente opposto. Nella Cina, i grandi modelli di IA non vengono mantenuti segreti; piuttosto vengono resi accessibili, con una strategia aperta che permette ad aziende di tutto il mondo di testarli e migliorarli. DeepSeek, Qwen, Kimi o Xiaomi Mimo sono tutti esempi del potenziale di questa strada diversa. Il modello "Composer 2.5" di Cursor non è che una versione derivata di Kimi 2.5.
Risorse tecnologiche come strumento di guerra
Il conflitto tra gli Stati Uniti e la Cina non è più solo una guerra industriale per semiconduttori o per terre rare. Ora, anche il software delle IA, cioè i modelli, entra nel gioco. Le aziende che li sviluppano non sembrano poter resistere a questa strategia imposta da entrambi i governi.
Problemi regolamentari in Spagna
La Spagna mostra un certo orgoglio per i propri progressi, ma è chiaro che i dati non supportano questo atteggiamento. Pur avendo buone intenzioni, il paese non riesce ad avanzare nel campo dell’IA. Il progetto ALIA, incentrato sulle lingue co-officiali, non mostra nessun impatto effettivo. C’è una struttura regolamentare esistente come AESIA, ma mancano modelli e una sostanziale visione strategica.
La mancanza di visione europea
A livello europeo, la situazione non si presenta molto diversa da quella spagnola. Solo l’azienda francese Mistral cerca di sviluppare modelli competitivi, ma questi sono ancora lontani dal livello di quelli prodotti negli Stati Uniti o in Cina. In Spagna, un progetto come Magnific promette molto, ma non va oltre il ruolo di aggregatore di modelli esistenti.
L’Europa è rimasta indietro
Se i modelli di IA negli Usa rappresentano delle vere bombe tecnologiche, l’Europa non riesce a fare altro che provare a competere utilizzando strumenti rudimentali. Si dice che negli ultimi tre anni gli esperti abbiano espresso preoccupazione per il fatto che la UE stesse sbagliando strada. Ora, più che mai, c’è bisogno di investire nell’innovazione per colmare il divario esistente, seguendo un modello che non punta sull’organizzazione governativa, ma su imprese private che imitino quelle americane o cinesi.
Una soluzione difficile ma necessaria
Ridurre la burocrazia, agevolare l’innovazione, permettere alle imprese di sviluppare una propria strategia: queste sono le misure che l’Europa dovrebbe adottare urgentemente. Per ora, però, non c’è ascolto. Se i governi non affronteranno con decisione il problema, l’Europa potrebbe finire per diventare un mero suddito tecnologico degli Usa e della Cina, privo di strumenti propri.