È tempo di affrontare la crisi imminente nel settore del lavoro di base
Sebbene l'intelligenza artificiale non abbia prodotto un aumento significativo della disoccupazione di massa in Paesi sviluppati, si osserva una mutazione nascosta all'interno del mercato del lavoro: la progressiva scomparsa dei primi gradini della carriera professionale. Lavoro di base e posizioni di entry-level stanno subendo un declino specifico, specialmente in settori esposti all’utilizzo esteso dell’AI.
Dinamiche del mercato del lavoro giovanile
I dati più preoccupanti sono emersi in un settore dove ci si aspetterebbe di trovarli per primi: il mercato per coloro che appena iniziano la loro attività lavorativa. Secondo uno studio pubblicato da Stanford nel novembre 2025 e un rapporto di Anthropic del marzo 2026, i lavoratori tra i 22 e i 25 anni nei settori più esposti all'AI hanno subìto un declino relativo del 16% nelle opportunità di occupazione dopo l'uso esteso dell’AI generativa.
A differenza di loro, i lavoratori con più esperienza non hanno visto lo stesso tipo di impatto, così come le occupazioni di base che non richiedono interazione diretta con il potere dell'AI. L'intera problematica è incentrata esclusivamente su quelle posizioni di base in cui i giovani acquisiscono la loro prima esperienza, e che sono state sostituite da strumenti algoritmici.
Quando l'AI rimpiazza il primo lavoro
I settori in cui la sostituzione sta avvenendo con maggiore forza sono quelli che tradizionalmente offrono la prima esperienza professionale ai giovani: software developer, rappresentanti del servizio clienti, programmatori e manager di sistemi informatici. Questi ruoli sono particolarmente sensibili all’introduzione di strumenti algoritmici per compiti come trascrizione di testi, debugging e gestione di routine.
Il problema risiede nel fatto che in queste posizioni i giovani di solito acquisiscono le competenze necessarie per avanzare nella carriera. L’uso esteso di AI nelle mansioni di base potrebbe quindi compromettere l'intero processo di formazione, rendendo la transizione scuola-lavoro più difficoltosa.
Un cambiamento strutturale nel modo di preparare i giovani
Il momento è arrivato: è ormai imperativo ridefinire l’approccio con cui formiamo, supportiamo e prepariamo i giovani per l'ingresso nel mercato del lavoro. Le istituzioni educative devono adattare i loro curriculum per l’era dell'AI, insegnando non solo l’uso diretto di queste tecnologie ma anche come interpretarne i limiti.
Le responsabilità di educatori, governi, aziende e studenti
- Le scuole e gli istituti universitari devono integrare l’alfabetizzazione sull’AI, le competenze in dati e l’addestramento a lavorare con sistemi automatici.
- I governi devono offrire incentivi alle aziende per assumere giovani e formarli in contesti strutturati dove l’AI è parte integrante.
- Le aziende debbono riconoscere che i giovani non rappresentano semplici costi ma investimenti nel futuro organizzativo.
- Gli studenti, infine, devono assumersi la responsabilità di diventare non solo esperti digitali ma anche di imparare a combinare questa competenza con la conoscenza di base nel loro campo.
Gli effetti sociali e economici della trasformazione
Gli effetti del declino nei posti di entry-level non si limitano all’economia. Secondo i dati riportati dalla Federal Reserve di New York, nel quarto trimestre del 2025 la disoccupazione tra i laureati recenti è salita al 5,6%, mentre la sottooccupazione — ovvero il lavoro in mansioni che non richiedono una laurea — ha raggiunto il 42,5%, il massimo da quando la pandemia ha stravolto il mercato del lavoro.
Per i giovani candidati, l’effetto è visibile nei tentativi di presentare centinaia di candidature senza ottenere risposta. I sintomi del cambiamento in atto comprendono livelli elevati di ansia, precarietà economica e burnout prolungato.
Un sistema di formazione che crolla
I posti di base sono l’anello centrale del sistema educativo per gli adulti: qui si acquisiscono le abilità necessarie per diventare esperti negli anni successivi. Perdere l’accesso ad essi equivale ad accorciare il percorso di crescita professionale, limitando le opportunità di sviluppo a lungo termine.
- Nel business, gli entry-level imparano ad identificare dati rilevanti.
- Nel settore tecnologico, apprendono l'importanza del test su sistemi in produzione.
- Nel marketing, capiscono il comportamento reale dei consumatori.
- Nel settore legale e finanziario, fanno esperienza con le decisioni complesse che coinvolgono tempo, regole e relazioni.
Tutto questo potrebbe scomparire con l’uso esteso dell’AI, e il rischio è che le aziende diventino più efficienti a breve termine, mentre la società paghi con la mancanza di esperienza nel lungo termine.
Gli strumenti per il futuro
Il consiglio di “imparare a programmare” non è più sufficiente per i giovani che cercano di entrare nel mercato del lavoro. Iniziative di “coding” che si concentrano sull’automazione di attività di routine stanno perdendo rilevanza, mentre le competenze sull’uso e la supervisione degli strumenti AI sono le nuove priorità.
Per aiutare i giovani a sviluppare queste competenze, istituzioni accademiche, college e programmi professionali dovrebbero integrare, nei curricula, capacità come:
- Literacy sull’AI.
- Lavorare con dataset.
- Gestire flussi di lavoro basati su prompt.
- Verificare l’output algoritmico.
- Giudicare i risultati con competenza nel proprio campo.
Anche in settori tradizionalmente stabili come la sanità, l’uso dell'AI per automatizzare la scrittura di relazioni, la ricerca di informazioni e la programmazione di appuntamenti richiede una formazione specifica.
La sfida non è tra umani e macchine
I giovani che entrano nel mondo del lavoro si troveranno a competere con loro stessi, ma con le proprie versioni migliorate. Il vero vantaggio non sta in evitare l’AI, ma nel saperla utilizzare in modo combinato con il giudizio umano e le capacità contestuali.
Iniziative educative e di formazione
- Gli istituti dovrebbero promuovere stage retribuiti, apprendistati e progetti con aziende partner.
- I governi potrebbero creare crediti d’imposta, sussidi e borse di studio per le aziende che assumono giovani con ruoli di apprendimento all'interno di strumenti AI.
- Le aziende devono superare la