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Decreto Legislativo 179/2026: le novità sull'intelligenza artificiale

Ingenio 14 ottobre 2026

Il Decreto Legislativo 179/2026 sull’intelligenza artificiale, pubblicato l’8 ottobre ed efficace dal 23 ottobre, adegua la normativa italiana all’AI Act europeo. Il provvedimento disciplina poteri di vigilanza e sanzione, sperimentazione normativa e utilizzo dell’AI nei percorsi formativi e professionali.

Intelligenza artificiale: l’Italia rafforza il quadro normativo

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026 il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689, conosciuto come AI Act. Il decreto, composto da 54 articoli, entrerà in vigore il 23 ottobre 2026.

Il provvedimento si inserisce nel percorso normativo avviato con la legge 23 settembre 2025, n. 132, che ha introdotto disposizioni nazionali in materia di intelligenza artificiale e conferito al Governo specifiche deleghe legislative per l’adeguamento al regolamento europeo.

Il nuovo decreto si concentra su due grandi ambiti: l’organizzazione dei poteri delle autorità nazionali competenti per l’intelligenza artificiale e l’introduzione di disposizioni destinate a promuovere l’utilizzo consapevole di queste tecnologie attraverso la formazione. Le disposizioni interessano anche le decisioni automatizzate nei rapporti di lavoro, la sicurezza, le professioni intellettuali, l’equo compenso, la sanità, la ricerca, i servizi per l’impiego e la protezione dei segreti commerciali.

Chi controlla l’intelligenza artificiale in Italia?

Una parte significativa del decreto è dedicata alla definizione dei poteri delle autorità nazionali. Il sistema italiano si fonda principalmente su due organismi: AgID – Agenzia per l’Italia Digitale e ACN – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

AgID svolge le funzioni di autorità nazionale di notifica, con competenze relative agli organismi incaricati di effettuare le valutazioni di conformità dei sistemi di intelligenza artificiale. ACN esercita invece le funzioni di autorità nazionale di vigilanza del mercato e di punto di contatto unico con le istituzioni dell’Unione europea.

Il decreto disciplina inoltre il coordinamento con le altre autorità competenti, tra cui Banca d’Italia, CONSOB e IVASS per i rispettivi settori di attività, nonché il Garante per la protezione dei dati personali, secondo le attribuzioni previste dalla normativa. Restano ferme le competenze dell’Ufficio europeo per l’intelligenza artificiale (AI Office).

Vigilanza e sanzioni: come funzionano i controlli

Gli articoli 19-25 disciplinano il sistema sanzionatorio nazionale, in coordinamento con le disposizioni previste dall’AI Act. Il decreto definisce le competenze delle autorità e le modalità di esercizio dei poteri di controllo e sanzione.

Particolarmente interessante è l’articolo 22, che contempla misure non pecuniarie per determinate violazioni caratterizzate da scarsa offensività o pericolosità. Le autorità competenti possono, alle condizioni previste dalla norma, ordinare l’eliminazione dell’infrazione e vietarne la reiterazione.

Quando la violazione è già cessata, può essere applicata una misura consistente nella dichiarazione pubblica della violazione e del soggetto responsabile. Queste disposizioni si affiancano al sistema delle sanzioni amministrative pecuniarie previsto dalla normativa europea.

Scuola e università: l’intelligenza artificiale entra nei percorsi formativi

Una delle caratteristiche più significative del decreto è l’attenzione dedicata alla formazione. Gli articoli 36-39 introducono disposizioni per promuovere la conoscenza dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, nella formazione dei docenti e nell’istruzione degli adulti.

L’obiettivo è favorire la comprensione del funzionamento dei sistemi, delle loro potenzialità e dei rischi connessi all’utilizzo. Il decreto valorizza l’integrazione dell’IA nei percorsi educativi, anche attraverso le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, artistiche e matematiche.

L’articolo 38 prevede inoltre che, entro novanta giorni dall’entrata in vigore del decreto, il Ministero dell’istruzione e del merito definisca criteri e modalità per la formazione dei docenti. Particolare attenzione viene dedicata alla capacità di riconoscere informazioni manipolate, individuare distorsioni algoritmiche, proteggere i dati personali e sviluppare un approccio critico nei confronti dei contenuti generati automaticamente.

Il provvedimento interviene anche sulla formazione permanente, attribuendo un ruolo ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).

Università, ricerca e ITS Academy

Gli articoli 43-45 riguardano la formazione superiore e la ricerca. Il decreto promuove l’integrazione delle competenze sull’intelligenza artificiale nei percorsi universitari, nelle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e negli ITS Academy.

L’approccio è interdisciplinare: nei percorsi tecnico-scientifici devono essere considerate anche le implicazioni giuridiche ed etiche, mentre nelle discipline economiche, sociali e umanistiche viene valorizzata la comprensione tecnica del funzionamento dei sistemi.

Sono inoltre previste iniziative per favorire la collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese, anche attraverso attività di trasferimento tecnologico e percorsi di dottorato.

Pubblica amministrazione: nuove competenze per utilizzare l’IA

L’articolo 40 affronta il tema della formazione del personale pubblico. Il decreto attribuisce al Ministro per la pubblica amministrazione funzioni di indirizzo e coordinamento delle politiche formative sull’intelligenza artificiale.

È prevista la definizione di un quadro minimo di competenze destinato a orientare i percorsi di aggiornamento del personale. L’obiettivo è garantire che i dipendenti pubblici siano adeguatamente preparati per utilizzare le tecnologie di intelligenza artificiale in modo sicuro ed efficace.

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