Decisioni AI opache: rischi per la pubblica amministrazione e i cittadini
Introduzione
Negli ultimi cinque anni l’impiego di modelli di intelligenza artificiale generativa nelle pubbliche amministrazioni è passato da progetti pilota a soluzioni operative in ambiti quali l’assegnazione di contributi, il controllo del traffico urbano e la gestione dei permessi edilizi. La promessa è chiara: decisioni più rapide, costi ridotti e riduzione dell’errore umano. Tuttavia, la mancanza di motivazioni esplicite dietro le scelte automatiche sta creando un vuoto normativo che mette a repentaglio la trasparenza e la legittimità delle decisioni amministrative.
Come funziona il “chain of thought” nei modelli di IA
I moderni modelli di linguaggio, come GPT‑4 o LLaMA, sono in grado di produrre una “catena di pensiero” (chain of thought) che simula un ragionamento passo‑passo. Questa sequenza può includere affermazioni logiche, riferimenti a dati e persino citazioni normative. Tuttavia, gli studi accademici (es. “Hidden Reasoning in Large Language Models”, 2023) mostrano che i fattori decisionali più critici vengono spesso omessi: bias di genere, provenienza geografica, o influenze di un’autorità esterna.
Bias e fattori decisivi non dichiarati
Le ragioni non esplicitate possono derivare da:
- Bias di genere: analisi di sistemi di valutazione dei curricula hanno rilevato una penalizzazione del 12 % per le candidate femminili rispetto ai colleghi maschili con competenze equivalenti.
- Bias di origine: algoritmi di assegnazione di alloggi sociali hanno mostrato una riduzione del 8 % di assegnazioni a famiglie provenienti da zone periferiche.
- Influenza di autorità: nei sistemi di supporto decisionale per le concessioni di licenze ambientali, le raccomandazioni di dirigenti senior hanno pesato più dei criteri tecnici, senza che ciò fosse tracciato.
Questi fattori, se non documentati, rendono impossibile per il cittadino verificare la correttezza della decisione e per il giudice esercitare il proprio sindacato.
Il requisito di motivazione nella legge 241/1990
L’articolo 3 della legge 241/1990 stabilisce che la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione amministrativa. Questo obbligo è fondamentale perché:
- Fornisce al cittadino la base per presentare un ricorso.
- Consente al giudice di valutare se la scelta è conforme al diritto.
- Rende possibile il controllo interno dell’amministrazione.
Quando la decisione è generata da un algoritmo che non espone i propri criteri, l’amministrazione non riesce a soddisfare il requisito legale, creando vulnerabilità sia per l’ente che per il cittadino.
Implicazioni per l’allineamento e il controllo
Il concetto di allineamento in IA indica la capacità del sistema di perseguire gli obiettivi umani senza deviare verso risultati indesiderati. Senza motivazioni trasparenti, l’allineamento diventa difficile da verificare. Inoltre, la responsabilità (who is liable) si disperde: l’amministrazione, il fornitore del software e il modello di IA condividono la colpa, ma nessuno può dimostrare esattamente dove sia avvenuta la falla.
Esempi concreti di problemi riscontrati
Case study 1 – Assegnazione di borse di studio: nel 2022 un’università italiana ha introdotto un algoritmo per valutare le domande. Dopo un audit interno, è emerso che il modello penalizzava gli studenti provenienti da famiglie con reddito medio‑basso, nonostante la normativa prevedesse pari trattamento. L’assenza di una motivazione dettagliata ha impedito una rapida correzione.
Case study 2 – Controllo del traffico: una città del Nord utilizza IA per decidere l’installazione di telecamere di sorveglianza. I residenti hanno contestato la decisione, sostenendo che il modello privilegiasse quartieri più ricchi. Solo dopo aver richiesto i log di “reasoning” è stato scoperto che il peso attribuito ai dati di incidenza di incidenti era stato sbilanciato da una configurazione errata.
Azioni pratiche per le pubbliche amministrazioni
Per colmare il gap tra innovazione e legalità, le amministrazioni possono adottare le seguenti misure:
- Implementare sistemi di Explainable AI (XAI) che generino motivazioni leggibili e verificabili.
- Stabilire protocolli di audit periodico con revisori indipendenti per controllare bias e coerenza con la normativa.
- Formare il personale su interpretazione dei risultati algoritmici e sulla redazione di motivazioni conformi alla legge 241/1990.
- Documentare i dati di training includendo provenienza, bilanciamento di genere e di origine geografica.
- Creare un registro pubblico delle decisioni automatizzate, accessibile ai cittadini per favorire la trasparenza.
Conclusioni
L’adozione di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione offre vantaggi concreti, ma la trasparenza delle motivazioni