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CORA AI e automazione nell'Oracle Innovation Center

Oracle Blogs 11 aprile 2026

Il 26 marzo 2025 ha segnato un momento significativo per l'innovazione tecnologica in Brasile con l'inaugurazione dell'Oracle Innovation Center. Questo centro all'avanguardia presenta un intero piano dedicato a una vasta gamma di esperimenti e provocazioni tecnologiche, concepito per esplorare le frontiere dell'intelligenza artificiale e dell'automazione. L'iniziativa sottolinea l'impegno di Oracle nel promuovere l'innovazione e nel fornire soluzioni concrete per diversi settori di mercato, integrando tecnologie all'avanguardia per creare esperienze immersive e didattiche.

All'interno del centro, sono stati allestiti spazi dedicati a specifici segmenti di mercato, ciascuno progettato per illustrare come le tecnologie Oracle possano trasformare settori chiave. Tra questi figurano aree per banche, ristoranti, telecomunicazioni, ingegneria, sanità e molti altri. Ogni spazio ospita dimostrazioni o esperimenti che fanno ampio uso delle tecnologie Oracle, con un'enfasi particolare sull'intelligenza artificiale (AI), il machine learning (ML) e le capacità di analytics. Questi ambienti permettono ai visitatori di toccare con mano le potenzialità della digitalizzazione e dell'automazione intelligente.

Cora AI: il cuore interattivo dell'innovazione

Uno degli elementi più distintivi e innovativi del centro è l'agente di intelligenza artificiale chiamato Cora AI. Questo assistente virtuale è stato specificamente progettato per guidare alcune delle presentazioni, fornendo risposte a domande relative agli spazi, alle esperienze e, cosa ancora più impressionante, controllando robot e sistemi di automazione presenti sul piano, come luci e tende. Cora AI rappresenta un ponte tra l'interazione umana e il controllo fisico dell'ambiente, rendendo l'esperienza del visitatore più fluida e interattiva.

Ma come funziona esattamente Cora AI e quali principi hanno guidato il suo sviluppo? Fin dalle prime fasi, lo sviluppo di Cora AI è stato modellato da diversi principi guida fondamentali. Era essenziale che l'agente potesse interagire tramite comandi vocali, permettendo ai presentatori e ai visitatori di porre domande e ricevere risposte in modo naturale. Inoltre, un requisito cruciale era la sua capacità di controllare gli elementi del piano, inclusa l'accensione e lo spegnimento delle luci, l'alzata o l'abbassamento delle tende e l'interazione con vari robot, tra le altre azioni possibili. Questa visione ambiziosa ha richiesto un approccio strutturato e modulare.

Principi guida e ambiti di sviluppo di Cora AI

Dato l'ampio ambito del progetto, lo sviluppo di Cora AI è stato suddiviso in due principali flussi di lavoro, ciascuno con obiettivi specifici e interdipendenti:

  • Integrazioni: Tutti i robot e gli elementi di automazione presenti nel centro dovevano esporre delle API (Application Programming Interface). Questo era fondamentale per consentire una gestione centralizzata attraverso l'Oracle Integration Cloud (OIC). L'OIC funge da hub, orchestrando le comunicazioni e le azioni tra i diversi dispositivi e sistemi automatizzati, garantendo coerenza e affidabilità nel controllo delle operazioni fisiche.
  • Cora AI: Il secondo flusso si è concentrato sull'agente stesso. Cora AI sarebbe diventato l'entità responsabile della comprensione delle conversazioni e dei comandi vocali degli utenti. Il suo compito era quindi di attivare le integrazioni richieste (gli "strumenti" o "tools") o di rispondere a domande specifiche, utilizzando un meccanismo di RAG (Retrieval-Augmented Generation) o altri strumenti a sua disposizione. Il nome Cora è, infatti, un acronimo di Colaborative Oracle Assistant, evidenziando la sua natura collaborativa e l'integrazione con l'ecosistema Oracle.

La storia di uno sviluppo in evoluzione: dalle sfide ai microfoni

Lo sviluppo di Cora AI non si è limitato solo all'implementazione di LLM (Large Language Models), ma ha anche esplorato diversi modelli Speech2Text e Text2Speech, sia quelli offerti dal cloud Oracle che servizi di terze parti. Questa fase di sperimentazione e innovazione è stata fondamentale, dato che il centro stesso è concepito come un laboratorio vivente per l'esplorazione tecnologica. Tuttavia, una delle prime e più significative sfide si è presentata sul fronte dei microfoni.

Inizialmente, l'idea era di permettere l'interazione con Cora AI senza che i presentatori dovessero maneggiare alcun dispositivo. A tal fine, nelle prime fasi del progetto, sono stati utilizzati microfoni a soffitto estremamente sensibili, capaci di catturare praticamente ogni suono nell'ambiente. Questa soluzione, però, si è rivelata impraticabile. Le presentazioni all'Innovation Center sono dinamiche, spesso coinvolgono molte persone contemporaneamente, e il rumore di fondo risultava eccessivo e incontrollabile. Solo uno spazio, chiamato "Watch Tower", dove esiste un controllo più rigoroso sulla posizione delle persone, è rimasto idoneo per l'uso di questi microfoni. Questo spazio, si dice, permette di "parlare letteralmente con i propri dati", offrendo un'esperienza unica e immersiva.

La soluzione al problema dell'input audio

Dato che l'obiettivo primario era evitare che i presentatori dovessero utilizzare i propri telefoni cellulari per interagire con Cora, si è cercata una soluzione intermedia che combinasse qualità audio e praticità. La risposta è stata trovata nell'adozione di microfoni a lavalier di alta qualità. Questi microfoni non solo garantiscono un'ottima cattura vocale ma offrono anche la possibilità di controllare l'audio (silenziare/riattivare), un aspetto cruciale in un ambiente di presentazione dinamico. Una volta superata la sfida dell'input audio, la strada per lo sviluppo di Cora AI era spianata.

Evoluzione architettonica di Cora AI: dalla prima versione all'attuale

In quanto esperimento vivente, Cora AI ha attraversato diverse architetture nell'arco di circa un anno, riflettendo la natura iterativa e innovativa del progetto. La prima versione di Cora AI ha fatto leva su un servizio Oracle chiamato ODA (Oracle Digital Assistant). ODA è una piattaforma low-code/no-code nota per la sua capacità di costruire assistenti virtuali e chatbot, offrendo un ambiente semplificato per lo sviluppo di interfacce conversazionali. L'architettura iniziale seguiva un design ben definito, integrando i principali servizi cloud di Oracle.

Questa prima soluzione prevedeva l'uso di ODA come orchestratore principale per l'interazione conversazionale. ODA si interfacciava con i servizi di Generative AI di Oracle per la produzione di risposte più complesse e contestualizzate. Per la gestione delle automazioni e delle integrazioni con i sistemi fisici e robotici del centro, si faceva affidamento su Oracle Integration Cloud (OIC). Tutti questi servizi erano ospitati e operavano all'interno dell'ambiente Oracle Cloud Infrastructure (OCI), garantendo scalabilità, sicurezza e integrazione nativa. Questa configurazione iniziale ha dimostrato la fattibilità del progetto e ha fornito una solida base per le future evoluzioni.

L'architettura attuale: LangGraph e server MCP

Col tempo e con l'accumularsi dell'esperienza, l'architettura di Cora AI si è evoluta per ottimizzare le prestazioni, la flessibilità e l'integrazione. Il design attuale, che rappresenta l'apice di un anno di sperimentazione e affinamento, utilizza il framework LangGraph. LangGraph è un'estensione di LangChain che permette di costruire agenti più robusti e di definire il loro comportamento come un grafico, gestendo stati e transizioni in modo più sofisticato. Questo approccio basato sui grafici consente a Cora AI di gestire conversazioni più complesse e di orchestrarare una serie di azioni e strumenti in modo più efficiente.

L'architettura attuale include anche server MCP (Multi-purpose Control Processors), che fungono da interfaccia cruciale con le varie integrazioni e strumenti utilizzati per controllare i robot e rispondere a diverse domande. Questi server agiscono come un livello di astrazione, traducendo i comandi logici di Cora AI in azioni fisiche o recuperando informazioni specifiche. Questa evoluzione ha permesso a Cora AI di diventare un agente più potente e versatile, capace di gestire una gamma ancora più ampia di scenari e interazioni all'interno dell'Innovation Center. L'utilizzo di LangGraph e dei server MCP evidenzia la volontà di Oracle di adottare le tecnologie più avanzate per garantire che Cora AI rimanga all'avanguardia dell'innovazione.

Il valore dell'esperimentazione e dell'innovazione continua

L'Oracle Innovation Center e lo sviluppo di Cora AI incarnano la filosofia di un "laboratorio vivente". La natura sperimentale del centro consente una continua esplorazione di nuove tecnologie, modelli e approcci. Ogni modifica all'architettura di Cora AI, ogni sfida superata, come quella dei microfoni, e ogni nuova integrazione aggiunta contribuiscono a un apprendimento collettivo che alimenta l'innovazione. Questo ambiente dinamico non solo presenta le capacità attuali delle tecnologie Oracle ma funge anche da incubatore per le soluzioni del futuro, stimolando la ricerca e lo sviluppo costante.

L'integrazione profonda con Oracle Cloud Infrastructure (OCI) è un altro aspetto fondamentale. OCI fornisce l'infrastruttura sottostante, garantendo che tutti i servizi, dai modelli di AI ai sistemi di integrazione, operino con affidabilità, scalabilità e sicurezza. Questo ecosistema robusto permette agli sviluppatori di concentrarsi sull'innovazione senza preoccuparsi della gestione dell'infrastruttura, accelerando il ciclo di vita dello sviluppo e dell'implementazione delle nuove funzionalità di Cora AI e di altri progetti del centro.

L'impatto sui settori di mercato e il futuro dell'automazione

Le dimostrazioni e gli esperimenti all'interno dell'Oracle Innovation Center non sono mere vetrine tecnologiche; sono concepiti per mostrare l'impatto trasformativo dell'AI e dell'automazione in applicazioni reali. Ad esempio, nel settore bancario, si possono esplorare soluzioni per l'automazione dei processi di servizio clienti o l'analisi predittiva dei rischi. Nel settore della sanità, l'AI può supportare la diagnosi assistita o la gestione ottimizzata delle cartelle cliniche. Per i ristoranti, l'automazione può migliorare l'efficienza della cucina e l'esperienza del cliente. Questi esempi pratici illustrano come l'intelligenza artificiale possa generare valore tangibile in diversi contesti aziendali.

In sintesi, l'Oracle Innovation Center in Brasile, con Cora AI come sua guida intelligente, rappresenta un faro di progresso tecnologico. Non è solo un luogo dove le tecnologie vengono esposte, ma un centro dinamico di apprendimento, sperimentazione e co-creazione. Attraverso la continua evoluzione di agenti come Cora AI e l'integrazione di sistemi complessi, Oracle dimostra il potenziale illimitato dell'intelligenza artificiale e dell'automazione nel modellare il futuro delle imprese e della società, fornendo soluzioni concrete che rispondono alle esigenze del mercato contemporaneo e anticipano quelle di domani.

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