Home Fondamenti Token Modelli AI Deep Learning Tecniche RAG RAG Avanzato MCP Orchestrazione Prompt Engineering Usare l'AI ChipsBot News

Cisco Outshift prepara l'era degli agenti IA collaborativi

Le Monde Informatique 20 aprile 2026

Al recente CiscoLive Europe 2026, tenutosi ad Amsterdam dal 10 al 12 febbraio, il fornitore di San José ha dettagliato la sua ambiziosa strategia per l'era degli agenti di intelligenza artificiale collaborativi. Questa visione si articola attorno a tre pilastri fondamentali: AgenticOps, una piattaforma per la visibilità e la governance, l'iniziativa open source Agntcy, e un futuro "Internet of Cognition" promosso da Outshift, l'entità di incubazione tecnologica di Cisco. L'obiettivo primario è ambizioso: permettere a sciami di agenti IA di collaborare su vasta scala, garantendo che siano osservabili, identificabili e governabili all'interno delle infrastrutture critiche aziendali.

L'approccio di Cisco mira a risolvere le crescenti complessità legate alla proliferazione degli agenti IA nelle imprese, consentendo loro di operare in modo autonomo attraverso un'infrastruttura aperta, dotata di una memoria collettiva e di protocolli standardizzati per l'interoperabilità. Questo rappresenta un passo significativo verso sistemi multi-agente più efficienti e sicuri.

AgenticOps: Visibilità e Governance per i Sistemi Multi-Agente

La piattaforma AgenticOps di Cisco è al centro di questa strategia, progettata per apportare visibilità e governance ai sistemi multi-agente implementati nelle aziende. Di fronte alla rapida adozione e alla complessità crescente degli agenti IA, AgenticOps si posiziona come il "cockpit" di osservabilità e automazione per le applicazioni basate su LLM e multi-agente all'interno del portafoglio Cisco. La versione beta per gli ambienti datacenter è attesa per giugno 2026.

La forza di AgenticOps risiede nella sua profonda integrazione con Splunk per l'osservabilità degli agenti IA. Integrato con Splunk Observability Cloud tramite la funzione AI Agent Monitoring, AgenticOps visualizza i workflow degli agenti, raccoglie telemetria arricchita e si interfaccia con Cisco AI Defense. Quest'ultima integrazione è cruciale per trattare e mitigare rischi emergenti come bias, fughe di dati o iniezioni di prompt indesiderate. Guillaume de Saint Marc, vicepresidente Engineering presso Outshift, ha sottolineato: "Sulla parte agentica, abbiamo svolto un lavoro approfondito principalmente con Microsoft e Splunk", evidenziando l'importanza delle collaborazioni strategiche.

Estensione di OpenTelemetry e Orchestrazione Avanzata

L'ingegnosità di Outshift si è manifestata nell'estensione di OpenTelemetry per supportare metriche specifiche per gli agenti. Questo include la tracciatura delle traiettorie di ragionamento, l'identificazione dei fallimenti delle chiamate agli strumenti e le metriche di valutazione tramite "LLM as Judge", che utilizzano modelli linguistici di grandi dimensioni per valutare la qualità degli output degli agenti.

Ma AgenticOps va oltre la semplice supervisione. La piattaforma orchestra attivamente gli agenti, permettendo loro di rilevare incidenti, identificare cause radice complesse che possono estendersi dalla rete al SaaS e, cosa ancora più importante, di proporre e persino applicare rimedi autonomamente. Questa capacità è stata affinata attraverso lavori precedenti con Swisscom, focalizzati sulla convalida di modifiche alla rete tramite gemelli digitali e sistemi multi-agente. "I sistemi multi-agente ci promettono di essere in grado di fare cose che prima sapevamo fare solo con molti operatori nel ciclo", ha rimarcato Guillaume de Saint Marc, sottolineando il potenziale trasformativo di queste tecnologie.

Confronto con Mulesoft Agent Scanners

È interessante confrontare l'approccio operativo di AgenticOps con altre soluzioni sul mercato. Ad esempio, la soluzione Mulesoft Agent Scanners di Salesforce, annunciata lo scorso gennaio, si concentra sulla scoperta continua di agenti IA distribuiti su piattaforme come Agentforce, Amazon Bedrock o Google Vertex AI. Questa soluzione cataloga gli agenti in un registro unificato con metadati standardizzati, fornendo una visione di riferimento e un piano di controllo sull'inventario degli agenti e le loro capacità.

AgenticOps, invece, adotta un approccio complementare. Basandosi su Splunk e sui componenti derivati da Agntcy, correla metriche infrastrutturali, la qualità semantica delle risposte e le tracce di esecuzione, chiudendo il ciclo fino all'automazione della risoluzione. Dove Agent Scanners offre una mappa degli agenti, AgenticOps fornisce l'intelligenza per farli funzionare in modo ottimale e risolvere i problemi in modo proattivo.

Il progetto Agntcy, pilotato dalla Linux Foundation

Già nel 2024, Outshift aveva gettato le basi per l'Internet degli agenti, estendendo il modello OSI con un "livello 8" dedicato alla connettività degli agenti e un "livello 9" incentrato sulla cognizione. L'obiettivo era permettere a agenti eterogenei provenienti da diversi fornitori di collaborare al di là dei silos dei framework. Questa visione ha preso forma in Agntcy, un progetto open source ospitato dalla Linux Foundation.

Agntcy è un'iniziativa collaborativa che vede tra i suoi membri fondatori Cisco, Google, Red Hat, Dell e Aruba, e ora aggrega decine di altre organizzazioni. Il suo scopo è fornire i mattoni essenziali per un ecosistema di agenti IA interoperabile. Guillaume de Saint Marc ha riassunto la filosofia dietro Agntcy: "Ci siamo detti: il mondo che ci interessa è un mondo aperto, interoperabile dove un'azienda può acquistare i migliori agenti dal miglior fornitore e farli lavorare insieme."

I quattro pilastri di Agntcy

Agntcy fornisce quattro componenti essenziali per raggiungere questa interoperabilità:

  • Identità degli agenti con un sistema di controllo degli accessi basato sui compiti (TBAC).
  • Osservabilità tramite estensioni OpenTelemetry.
  • Scoperta tramite un Agent Directory e lo schema OASF (Open Agent Schema Framework).
  • Messaggistica tramite Slim.

Identità degli Agenti

Sul fronte dell'identità, Agntcy propone identità verificabili per gli agenti, sfruttando i fornitori IAM esistenti come Microsoft, Duo, Okta, Ping e le identità Web3. Introduce inoltre un controllo degli accessi granulare, prima per strumento (Tool-Based Access Control) e poi per compito (Task-Based Access Control). In questo modello, piccoli modelli valutano la coerenza semantica tra la richiesta e i privilegi richiesti, garantendo che gli agenti accedano solo alle risorse e alle capacità necessarie per svolgere le loro funzioni.

Osservabilità Estesa

Per l'osservabilità, Cisco, Splunk e Microsoft hanno collaborato per estendere OpenTelemetry con convenzioni specifiche per agenti e sistemi multi-agente. Hanno poi aggiunto un Metrics Compute Engine capace di combinare metriche deterministiche (come latenza, errori, chiamate a strumenti) e valutazioni della qualità degli output tramite LLM-as-a-Judge. "Senza osservabilità, non se ne esce", ha insistito Guillaume de Saint Marc, che vede in questa granularità un prerequisito fondamentale per industrializzare le architetture multi-agente.

Scoperta e Directory degli Agenti

Il componente Directory di Agntcy funge da "DNS degli agenti". Pubblica "schede agente" che descrivono le capacità, l'identità e l'ancoraggio in una piattaforma di identità. Grazie a un'architettura distribuita e decentralizzata e allo schema OASF, permette agli agenti di trovarsi e interagire tra loro in modo dinamico ed efficiente.

Messaggistica Sicura (Slim)

Infine, Slim, acronimo di Secure Low-latency Interactive Messaging, è un protocollo di messaggistica sicura che combina l'affidabilità di gRPC con capacità di publish-subscribe. L'architettura si basa sui protocolli A2A (Agent-to-Agent) di GCP e MCP (Model Context Protocol) di Anthropic, quest'ultimo adottato da Cisco l'anno scorso. Una collaborazione con Google mira a promuovere un'estensione ufficiale di A2A capace di funzionare in multipunto su un bus di messaggistica. Guillaume de Saint Marc ha evidenziato: "L'importanza dell'osservabilità e dell'identità degli agenti è cruciale per controllare il lavoro, le richieste e i privilegi degli agenti", sottolineando le sfide persistenti di interoperabilità, memoria collettiva e comunicazione semantica tra agenti.

Verso un Internet of Cognition

Al di là della mera interconnessione, Outshift sta spingendo l'idea di un Internet of Cognition, un concetto ancora più ambizioso destinato a far emergere una superintelligenza distribuita. In questo futuro scenario, sciami di agenti e umani non si limiteranno a collaborare, ma condivideranno intenzioni, contesto e memoria collettiva, superando l'attuale tendenza a ragionare in silos.

In una recente pubblicazione, Vijoy Pandey, CTO di Outshift, ha delineato tre pilastri fondamentali per questa visione:

  • "Cognition state protocols": protocolli come LSTP, CSTP e SSTP per la condivisione di stati latenti, rappresentazioni compresse o stati semantici, essenziali per l'allineamento semantico tra agenti.
  • Una "cognition fabric": un tessuto di cognizione distribuito per archiviare e governare grafi di contesto multi-agente, facilitando la condivisione del contesto.
  • "Cognition engines": motori cognitivi che fungono sia da acceleratori cognitivi sia da "guard-rails", garantendo la sicurezza e la coerenza nell'innovazione collettiva.

L'obiettivo finale è dotare i sistemi multi-agente di una memoria collettiva condivisa, superando le limitazioni attuali dove ogni agente dispone unicamente della propria memoria isolata. "L'idea è di connettere un agente IA che può comprendere di essere in un sistema multi-agente con una fabrique di rete per pilotare, codificare e connettere gli agenti IA", ha spiegato Guillaume de Saint Marc. Questa evoluzione mira a colmare le lacune attuali dei sistemi multi-agente che, sebbene possano collaborare efficacemente su workflow definiti, faticano a "pensare insieme" a causa della mancanza di una memoria comune, di una disambiguazione semantica e di meccanismi di coordinamento più profondi. Cisco, con Outshift e Agntcy, sta gettando le basi per un futuro in cui l'intelligenza artificiale sarà non solo potente, ma intrinsecamente collaborativa e interconnessa, pronta a risolvere problemi complessi su una scala senza precedenti.

Leggi l'articolo originale →
← Torna alle news