Chatgpt, inflazione di 30 punti percentuali negli A nelle università Usa
Una studio dell'Università di UC Berkeley, analizzando più di 500.000 voti ricevuti da studenti universitari in un'importante istituzione pubblica di ricerca in Texas, ha rivelato un drammatico incremento delle valutazioni ottime negli anni successivi alla pubblicazione di ChatGPT, avvenuta a novembre 2022.
L’aumento più evidente sembra concentrarsi nei corsi in cui attività di scrittura e programmazione rappresentano un peso considerevole del syllabus, aree in cui le capacità delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa sono particolarmente forti. Secondo l’esame condotto, in tali corsi, la percentuale di voti A è aumentata di 13 punti percentuali, superando di circa il 30% il livello registrato nel 2022. La distribuzione generale dei voti ha visto una media in salita di 0,12 punti.
Cambio di valutazione: da B+ ad A
Il cambiamento non si ferma alla sola percentuale: molti A-minus o B-plus si stanno evolvendo in A, un aspetto che mette in discussione il valore effettivo di queste valutazioni. Il fenomeno è stato evidenziato attraverso un confronto che copre otto semestri autunnali, da agosto 2018 a ottobre 2025, per 319 corsi diversi, distribuiti in 84 dipartimenti accademici. L’esposizione alla tecnologia di intelligenza artificiale di ogni corso è stimata in base al contenuto delle sue attività, come definite nei syllabi del semestre autunnale del 2022.
Una chiave cruciale per comprendere questi effetti sta nell'analisi del rapporto esistente nel peso dato ai compiti domestici nel giudizio complessivo. Se la tecnologia di intelligenza artificiale avesse effettivamente migliorato le capacità di apprendimento, si dovrebbe osservare un aumento uniforme nei voti, non solo nei corsi dove gli studenti possono lavorare indipendentemente.
Lezioni più difficili non seguono lo stesso modello
Nel caso di compiti impegnativi che richiedono la capacità degli studenti di esprimersi oralmente, un'area dove le intelligenze artificiali generative si mostrano meno efficaci, non si osserva alcun cambio nella distribuzione dei voti. Questo suggerisce che l’uso di tecnologie tipo ChatGPT si concentri prevalentemente su attività svolte autonomamente e da valutazione successiva.
Un nuovo modello di inflazione votiva
L’inflazione votiva non è in sè un evento nuovo per le università americane. Per esempio, Harvard ha evidenziato aumento dal 24 al 60% nel voto A tra il 2005 e il 2025. Alcuni motivi precedentemente riconosciuti per questa tendenza includono premi legati alle valutazioni, concorrenza educativa tra università, e linee guida istituzionali.
Tuttavia, la diffusione di tecnologie di intelligenza artificiale generativa ha introdotto un meccanismo nuovo. Mentre i fattori precedenti agivano nella valutazione delle prove e dei compiti già consegnati, la tecnologia KI modifica la produzione del lavoro prima che le commissioni di valutazione le prendano in esame.
Rischi e soluzioni per il futuro
Secondo l'autore Igor Chirikov, la continua sostituzione delle attività di formazione attraverso l'applicazione di tecnologie KI potrebbe generare una retroazione negativa. Questa situazione può portare a laureati con competenze in settori dove l’intelligenza artificiale è già avanzata, e potrebbe accelerare l’automatizzazione, accentuando eventualmente le inadeguatezze educative nel mercato del lavoro.
Per fronteggiare questa situazione, la ricerca suggerisce una riqualificazione completa degli esami. Un aumento esclusivo nell'uso di valutazioni supervisionate non è considerato né sufficiente né semplice da adottare. Alternative promettenti includono il design di attività in cui l’uso di KI può essere limitato o strutturalmente integrato, come la documentazione del processo, o interazioni successive per verificare la comprensione.
Il commento di Sam Altman
Una dichiarazione significativa proviene da Sam Altman, CEO di OpenAI. In un recente intervista, Altman ha espresso preoccupazione per l’effetto sulla capacità critica e creativa da parte degli studenti, se la formazione non è adeguatamente riformulata, considerando l’uso di tecnologie di intelligenza artificiale. Secondo lui, l’educazione deve rispondere in modo sistemico, integrando le competenze tradizionali che svolgono funzionamento intellettuale autonomo, come la scrittura e la programmazione.
Al fine di evitare effetti negativi per i giovani e il mercato del lavoro, è stata intrapresa una iniziativa in Norvegia, dove l’uso di tecnologie di intelligenza artificiale generativa è vietato in larga parte per le scuole elementari e limitato in quelle superiori. Questa decisione nasce dalla preoccupazione che l’utilizzo non critico di tali strumenti induca studenti a saltare passaggi importanti del processo di apprendimento.