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Bandi tipo Anac e intelligenza artificiale: cosa cambia nelle gare

Agenda Digitale 15 maggio 2026

ANAC ha aggiornato i bandi tipo per l'affidamento di servizi e forniture introducendo nuovi obblighi riguardanti l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale (IA). I soggetti partecipanti alle procedure di gara devono dichiarare se hanno utilizzato o intendono utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per la redazione dell'Offerta Tecnica e per la fase esecutiva del contratto. Questo provvedimento mira a garantire trasparenza e conformità a normative nazionali ed europee, ma solleva numerose questioni interpretative e tecniche.

Secondo le nuove disposizioni, l’obbligo di dichiarazione sull’utilizzo dell’IA si applica a due livelli: nella redazione dell'Offerta Tecnica e nella fase esecutiva dell’appalto. I soggetti che hanno utilizzato l’IA per correggere errori grammaticali o generare nuoconti devono fornire la stessa dichiarazione. Per i servizi intellettuali, per quelli di ingegneria e architettura, l’obbligo è più esteso: i concorrenti devono specificare la tipologia del sistema di IA utilizzato, attestando la prevalenza del lavoro umano e il controllo dei risultati. Si richiede inoltre un impegno a rispettare l’AI Act, la Legge 132/2025 e le normative sulla protezione dei dati personali.

La logica dietro tale obbligo si fonda sull’applicazione dell’Articolo 13 della Legge 132/2025, che disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali. Tuttavia, sorge il dubbio su come questa disciplina possa riguardare l’elaborazione dell'Offerta Tecnica, che è un’attività commerciale piuttosto che un’esecuzione di un servizio intellettuale.

Applicabilità delinea 13

L’Articolo 13 della Legge 132/2025 prevede due commi. Il primo commesso limita l’uso dell’intelligenza artificiale alle attività strumentali e di supporto alla professione intellettuale, con un chiaro riferimento alla prevalenza del lavoro dell’individuo. Il secondo richiede al professionista di comunicare al cliente in modo chiaro l’uso di strumenti di IA.

La predisposizione dell’Offerta Tecnica non è una prestazione intellettuale, ma una forma di business development. I soggetti partecipanti a una gara non hanno un rapporto contrattuale con un cliente ma si trovano a presentare un documento commerciale. L’uso dell’IA in questa fase non incide sull’esecuzione del servizio né rientra direttamente nel contesto disciplinato dall’Articolo 13. Questo fa sorgere il dubbio che il bando-tipo abbia esteso in modo esteso gli obblighi normativi a un ambito commerciale dove non si applicano in modo diretto.

Potenziali impatti sulla valutazione

La possibilità di dichiarare l’uso di sistemi di IA potrebbe influenzare la valutazione della proposta tecnica, introducendo dati estranei al contenuto effettivo dell'offerta. La letteratura evidenzia un fenomeno denominato “AI disclosure penalty”, che consiste nell’inclinazione inconscia dei giudici a valutare meno positivamente un documento quando viene noto che è stato aiutato dall’IA, anche a parità di qualità.

Questo atteggiamento cognitivo può influenzare il giudizio dei commessi di gara, introducendo una componente valutativa potenzialmente non giustificata. La conseguenza, in caso di offerte ugualmente valide, potrebbe essere una valutazione non equa in base a un parametro esterno alla qualità tecnica, in violazione del principio di parità di trattamento.

Conseguenze sulla dichiarazione e i rischi

La dichiarazione obbligatoria potrebbe inoltre produrre una distorsione asimmetrica. Le imprese più piccole potrebbero non essere in grado di dichiarare chiaramente il proprio utilizzo di sistemi di AI, a differenza delle aziende più grandi dotate di centri di competenza. I piccoli partecipanti alle gare potranno quindi apparire in un contesto informativo più svantaggioso, anche solo per motivi burocratici, compromettendo l’efficienza del mercato.

Inoltre, la mancanza di strumenti tecnici attendibili per verificare l’autenticità delle dichiarazioni potrebbe portare a manipolazioni o omissisoni. Questo crea un rischio di contenzioso a causa di valutazioni basate su informazioni incomplete, imprecise o addirittura false.

Perimetro normativo e applicazioni future

Sebbene l’obiettivo dichiarato di ANAC sia condivisibile – garantire trasparenza, responsabilizzazione e protezione per la Stazione Appaltante – la scelta di introdurre un onere dichiarativo anticipato in una fase dove non c'è un contesto contrattuale diretto pone limiti di applicazione. Il bando, inoltre, estende il perimetro dell’AI Act e della Legge 132/2025 a piani di attività dove non previsti.

I punti controversi meritano un approfondimento tecnico-interpretativo. In primo luogo si chiede di chiarire il limite di applicabilità dell’Articolo 13 rispetto all’attività di partecipazione a gare, che non costituisce espressione di una prestazione intellettuale. In secondo luogo, si sollecita l’implementazione di criteri di analisi che mitigino gli effetti del “AI disclosure penalty”, in modo da non penalizzare i partecipanti per dichiarazioni non attinenti alla qualità della proposta.

Le considerazioni non intendono mettere in discussione i principi di trasparenza e protezione di ANAC, ma offrire un contributo tecnico per un’evoluzione dei futuri bandi tipo. Questo potrebbe includere criteri di valutazione specifici e una maggiore flessibilità per le PMI, con benefici per la certezza del diritto e la riduzione del contenzioso.

Conclusione e sviluppi futuri

La normativa sugli usi dell’intelligenza artificiale nei bandi pubblici continua a evolversi. L’obbligazione dichiarativa introdotta da ANAC rappresenta uno strumento innovativo, ma presenta criticità interpretative e di applicazione. Sarà compito delle stazioni appaltanti e della vigilanza tecnica verificare il corretto funzionamento dei nuovi strumenti, in modo da non generare nuovi dislivelli tra i partecipanti alle gare.

I contributi tecnico-esperti, la flessibilità dei bandi tipo e la vigilanza preventiva permetteranno di adattarsi ai mutamenti tecnologici e di proteggere il mercato dagli effetti collaterali delle nuove norme. L’evoluzione futura sarà un momento chiave per garantire equità e trasparenza nell’uso dell’intelligenza artificiale in contesti di pubblica amministrazione.

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