Apple cita in giudizio Openai per sistema organizzato di furto di segreti commerciali
Apple cita in giudizio OpenAI dinanzi a un tribunale federale, accusandola di aver condotto una sistema organizzato per derubare segreti industriali. Il colosso della tecnologia afferma che OpenAI abbia incoraggiato, sistematicamente, dipendenti che stavano lasciando il loro posto di lavoro, a trasferire, durante il periodo trascorso fra la dichiarazione di risoluzione contrattuale e l’exit definitivo, informazioni, disegni e specifiche su prodotti non ancora lanciati. Secondo Apple, OpenAI ha utilizzato tali informazioni per sviluppare le sue ambizioni hardware.
Persecuzione di informazioni sensibili
Al centro della controversia ci sono Tang Tan, Chief Hardware Officer di OpenAI, che in precedenza aveva un ruolo chiave nella progettazione del iPhone, Apple Watch e AirPods presso Apple, e Chang Liu, ex-engineer hardware del iPhone. Secondo il documento depositato in tribunale, Tang Tan avrebbe incoraggiato i candidati durante colloqui di lavoro a condividere dati riservati su prodotti potenzialmente futuri, mentre Liu avrebbe scaricato più di cento file durante un periodo esteso, tra i quali specifiche tecnologiche di progetti non ancora rivelati.
Colpiti anche altri ex-Apple
Un altro nome chiave citato è Paul Meade, responsabile del programma smart glasses e di Vision Pro per Apple, che ha recentemente sposato OpenAI, aggiungendo alla forza lavoro di OpenAI una lista crescente di ex-esperti di Apple. Secondo il documento, OpenAI ha attivamente guidato alcuni dipendenti in via di partenza ad evitare di rivelare immediatamente la loro nuova affiliazione e di rispettare la normale pausa pre-exit di due settimane, onde garantirsi il massimo accesso a dati sensibili.
I piani per l’hardware di OpenAI
OpenAI cerca di espandersi nell’hardware, un campo in cui ha recentemente acquisito io Products, una startup fondata da Jony Ive e Evan Hankey, entrambi ex designer di Apple. I piani iniziali per dispositivi basati sull’intelligenza artificiale si stanno però rivelando complessi. OpenAI sta esaminando vari design, tra cui un dispositivo a forma di lapis con videocamera e microfono (designato "Gumdrop"), occhiali intelligenti, e un altoparlante senza schermo.
Secondo informazioni non confermate, il gruppo potrebbe concentrarsi nel tempo su smartphone con capacità di intelligenza artificiale incorporata, con potenziale produzione iniziata entro la prima metà del 2027. Un prodotto di tale tipo verrebbe gestito da agenti alimentati da ChatGPT-Live, con la voce dell’utente come principale interfaccia.
Risposta di OpenAI
Il portavoce di OpenAI ha rifiutato le accuse, sostenendo che l’azienda non ha interesse nei segreti industriali altrui. “La nostra concentrazione è sul costruire tecnologie innovative, non sull’appropriazione di proprietà altrui”, ha detto. Nonostante le rassicurazioni, Apple ha richiesto che OpenAI smetta con le sue attività in merito, distrugga tutti i materiali rubati, e si adatti in modo tale da non comprendere tecnologie in uso di Apple nei suoi futuri prodotti, sostenendo inoltre la necessità di un processo civile con giury.
Motivazione legale
Apple afferma che le informazioni sensibili di OpenAI sono basate su una struttura “morbosa” e “degradata”, sostenuta in larga parte da dati provenienti illegittimamente da Apple. La società ha richiesto il divieto di utilizzo del materiale rubato nei prodotti futuri di OpenAI.
Confronto tra Apple e OpenAI
Originariamente, i due colossi hanno collaborato a stretto contatto. Ancora nel giugno 2024, durante la Worldwide Developers Conference di Apple, era annunciata l’integrazione di ChatGPT in Apple Intelligence, un accordo che OpenAI sperava avrebbe rafforzato la sua posizione nel mercato consumer. Apple, comunque, ha recentemente aumentato la sua collaborazione con Google, per il perfezionamento dell’assistente vocale Siri.
Le prospettive future
OpenAI dovrà ancora rivelare l’esatta data e il formato degli strumenti tecnologici basati sull’IA, mentre i suoi sviluppatori lottano con sfide interne nel settore del software, della privacy e dell’infrastruttura. Nonostante le rivelazioni, il primo prodotto hardware potrebbe non apparire prima della fine del febbraio 2027.
Partner tecnologici
- Apple sta sviluppando il suo assistente vocale in collaborazione con Google
- OpenAI sta lavorando con MediaTek, Qualcomm e Luxshare su un prodotto hardware
- Il sistema si basa su ChatGPT-Live e su tecnologia basata su agenti KI
Un confronto per il futuro dell’innovazione
Il caso Apple vs OpenAI non solo mette a rischio la reputazione e lo sviluppo futuro delle due aziende, ma segnala potenziali sfide etiche e legali nell’ambito dello sviluppo della tecnologia dell’AI. Si prospetta quindi un confronto legale e concorrenziale che potrebbe incidere profondamente sulla maturità di questi due giganti tech.