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Anthropic espone un trucco per eludere il watermark nei modelli Claude più vecchi

The Decoder (DE) 31 ottobre 2026

Estensione del watermark a quattro modelli Claude

Il 31 ottobre 2026 Anthropic ha informato i propri clienti API tramite email che, a partire dal 3 novembre, quattro ulteriori versioni della famiglia Claude riceveranno il watermark testuale dell’azienda: Claude Mythos 5, Claude Opus 4.7, Claude Opus 4.6 e Claude Sonnet 4.6. Il marchio è lo stesso già presente in Claude Opus 5.5, ma la sua diffusione su Amazon Bedrock potrebbe subire qualche giorno di ritardo rispetto ad altri provider.

Secondo Anthropic il watermark è un “pattern impercettibile nella scelta delle parole”, che non altera né il significato, né la qualità e né la leggibilità delle risposte. Non aggiunge token, non influisce sui costi o sul formato delle richieste e, al massimo, rallenta leggermente la velocità di generazione. L’azienda sottolinea inoltre che il watermark non contiene informazioni sull’utente, sull’organizzazione o sui contenuti della conversazione.

Il loophole: parametri di campionamento

Il punto più interessante dell’annuncio riguarda i due modelli più vecchi, Claude Opus 4.6 e Claude Sonnet 4.6. In questi casi il watermark viene applicato solo se i parametri di campionamento temperature, topp e topk rimangono impostati sui valori predefiniti. Modificando anche solo uno di questi valori, le risposte possono non contenere più il marchio.

Questo crea un vero e proprio “scappatoio” per gli utenti API che desiderano bypassare il watermark: una piccola variazione dei parametri è sufficiente. Anthropic avverte però che i clienti che si affidano al watermark per motivi di compliance dovrebbero mantenere le impostazioni di default.

Modelli più recenti: nessuna eccezione

Per Claude Mythos 5 e Claude Opus 4.7 l’email non menziona alcuna condizione legata ai parametri di campionamento, suggerendo che il watermark sia sempre attivo indipendentemente dalle impostazioni. Questo rende la questione più delicata, poiché Opus 4.6 resta, secondo Anthropic, il modello di scrittura più performante prima dell’introduzione di Opus 5.5.

Strumenti di rilevamento e contesto normativo

Anthropic ha lanciato una “Detection API” in anteprima privata, che consente di verificare la presenza del watermark nelle uscite generate. Ulteriori dettagli sono disponibili sulla pagina informativa dell’azienda dedicata alla “Content Labelling”.

La motivazione principale dietro l’introduzione del watermark è la scadenza di dicembre del EU AI Act. Tutti i modelli lanciati dopo il 2 agosto 2026 includono già il marchio sin dal primo giorno; i modelli più vecchi vengono aggiornati gradualmente. Poiché il watermark è incorporato a livello di modello, è valido su tutte le piattaforme che lo ospitano, tra cui Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Fabric.

Implementazione tecnica: la variante SynthID-Text

Anthropic utilizza una variante della SynthID-Text di Google DeepMind, modificando la fonte di casualità nella selezione delle parole per creare un pattern statisticamente rilevabile. Il marchio è integrato a livello di modello e non può essere disattivato dall’utente.

Altri fornitori adottano approcci meno restrittivi. OpenAI, nell’ottobre 2026, ha introdotto il watermark textGrain, attivato solo per gli utenti EU di ChatGPT e Codex, ma disattivabile a livello globale dagli utenti API. Google DeepMind ha rilasciato SynthID per Text come codice open source, integrandolo nei modelli Gemini.

Critiche sulla qualità e sui rischi legali

Rimane dibattuto se il watermark influenzi realmente la qualità del testo. Il blogger John Gruber sostiene che “nessun sinonimo ha esattamente lo stesso significato” e che forzare la scelta delle parole secondo un chiave di watermark può compromettere la precisione semantica.

Il media specializzato Artificial Lawyer evidenzia rischi per gli studi legali: se un cliente vieta l’uso di IA o se più watermark si sovrappongono nello stesso documento, la validità legale del contenuto potrebbe essere messa in discussione.

Conclusioni e prospettive future

Il trucco per eludere il watermark nei modelli Claude 4.6 e Sonnet 4.6 dimostra come la sicurezza a livello di modello possa essere vulnerabile a semplici variazioni di parametri. Se Anthropic intende mantenere la conformità al EU AI Act, dovrà valutare se chiudere questo loophole o fornire linee guida più stringenti.

Nel frattempo, la concorrenza sembra orientarsi verso soluzioni più flessibili, lasciando gli utenti con scelte diverse in termini di trasparenza e controllo. Resta da vedere se la comunità di sviluppatori adotterà le best practice suggerite da Anthropic o se cercherà alternative più libere da vincoli tecnici.

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