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Anthropic al Vaticano: “L’AI non può restare in mano a poche aziende tech”

AI News Italia 26 maggio 2026

Chris Olah, co-fondatore di Anthropic, ha preso la parola in Vaticano il 25 maggio 2026 in occasione della presentazione della prima enciclica del Papa, intitolata “Magnifica humanitas”, dedicata esclusivamente all’intelligenza artificiale e alla dignità umana. Olah ha espresso una visione inusuale per chi è coinvolto nella costruzione di AI: le responsabilità non possono essere lasciate esclusivamente alle grandi aziende tecnologiche.

Seduto accanto a Papa Leone XIV, Olah ha riconosciuto che esiste una “reale possibilità” che la tecnologia sostituisca un enorme numero di posti di lavoro umani. Chi perderà il lavoro, ha sottolineato, dovrà ricevere un supporto adeguato, rendendo questa una questione morale di grandi dimensioni. Olah ha evidenziato la necessità di affrontare tre problemi globali: le perdite di posti di lavoro su larga scala, la disuguaglianza nella distribuzione dei benefici AI tra paesi ricchi e poveri, e l’opacità crescente dei modelli di intelligenza artificiale, ormai così complessi da non essere interpretabili nemmeno chi li ha creati.

Olah ha sottolineato che lo sviluppo dell’AI “è concentrato in una manciata di nazioni ricche”. La sua domanda alla platea era diretta: “Come possiamo garantire che i benefici siano condivisi globalmente?”. La sua critica più scomoda però ha riguardato la stessa Anthropic. Olah ha ammesso che tutti i laboratori che sviluppano AI operano all’interno di una rete di pressioni commerciali, geopolitiche e personali che possono compromettere l’etica dell’azione. Ha sottolineato che anche i ricercatori onesti non sono immuni da queste pressioni, invitando a un controllo esterno da parte di governi, religioni e società civile.

Il discorso ha un risvolto politico, in particolare con l’amministrazione Trump. Anthropic si è scontrata con il Pentagono, che ha escluso la società dal programma governativo segreto, in seguito alla volontà di Anthropic di limitare l’uso dei propri modelli per applicazioni militari come il puntamento autonomo di armi e la sorveglianza interna. Il governo ha invece firmato accordi con società come Nvidia, Microsoft e AWS. Il fatto che Olah fosse l’unico rappresentante delle grandi aziende tech invitato all’evento non è casuale: Anthropic ha costruito relazioni con quindici tradizioni religiose, sulle questioni etiche dell’AI, un fattore che ha portato la Chiesa a privilegiare lui in questa occasione.

Ciò che è successo al Vaticano rivela una svolta nella percezione morale intorno all’AI. La Chiesa ha assunto una posizione forte, indicandosi come voce morale su queste tecnologie. La sua decisione di invitare un co-fondatore di una società da 380 miliardi di dollari a fianco del Papa non è solo simbolica. Olah ha sottolineato l’esigenza di “critici seri e riflessivi” disposti a sfidare le aziende tecnologiche ed a guidarle verso un uso responsabile. Ha riconosciuto apertamente che le domande etiche sollevate dall’AI sono troppo grandi per essere affrontate solo dagli ingegneri.

Pur con un messaggio eloquente, l’enciclica e il discorso di Olah non risolvono alcuna domanda pratica: chi concretamente dovrà supervisionare questi sviluppi tecnologici? Se la Chiesa e il discorso di Olah rappresentano una cornice morale, il meccanismo concreto di controllo rimane ancora da costruire. Il Papa, in un contesto di dibattito mondiale sull’etica dell’AI, richiama all’importanza del “controllo umano” e di una riflessione globale. Anche Olah, sebbene da una posizione inaspettata per chi rappresenta una azienda di grandi poteri economici, ribadisce che un sistema globale di controllo e di pensiero etico su questa tecnologia è fondamentale.

Più di ogni altra cosa, questo evento segnala una consapevolezza allargata: l’intelligenza artificiale non è più solo una tecnologia, ma una questione che coinvolge etica, morale, geopolitica, lavoro e futuro dell’umanità. E nessun laboratorio, nessuna azienda, nessun governo al mondo — e nemmeno la Chiesa — può gestirla da soli.

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