Al G7 di Évian discusso un piano per concedere l’accesso ai modelli AI USA d’avanguardia a stati e aziende alleate
Al vertice G7 di Évian-les-Bains, in Francia, i governi dei sette paesi più industrializzati si sono confrontati su un piano destinato a modificare il modo in cui i modelli avanzati di intelligenza artificiale vengono condivisi con alleati stranieri e partner commerciali. L’obiettivo è consentire l’accesso a un numero ristretto di “stati e aziende fidate” ai modelli AI sviluppati da aziende statunitensi come Anthropic.
Una scelta di governance in bilico tra sicurezza e cooperazione
Secondo tre fonti diplomatiche, il piano è stato al centro di colloqui informali con Howard Lutnick, Segretario al Commercio USA, che ha spiegato la necessità di trovare un equilibrio tra la protezione della sicurezza nazionale e le esigenze pratiche degli alleati. Sono state individuate aree strategiche in cui l’applicazione di modelli AI all’avanguardia potrebbe essere cruciale, come la difesa e la cybersecurity.
Accesso limitato a modelli all’avanguardia
Attualmente, solo i soggetti statunitensi hanno accesso diretto a modelli come Mythos 5 e Fable 5, sviluppati da Anthropic. Questi strumenti vengono ritenuti troppo sensibili per essere forniti liberamente ad altre nazioni o aziende. Il presidente Trump ha vietato l'accesso ad altre nazioni solo giorni prima del vertice in nome della sicurezza nazionale.
Un divieto che limita collaborazioni critiche
Tuttavia, non tutti i benefici di questi modelli di AI sono limitati al contesto militare. Ad esempio, Mythos può aiutare ad identificare vulnerabilità nei sistemi informatici, rendendo le banche e altre istituzioni finanziarie più sicure. Pur essendo potenzialmente utile, il modello non è ancora stato reso accessibile a banche europee, evidenziando una contraddizione tra la sua utilità e la decisione di vietarne l'uso all’estero.
I rischi connessi all’uso di AI
Molti esperti di cybersecurity hanno espresso preoccupazione riguardo alle implicazioni di condividere modelli di AI estremamente performanti. Mentre una tale condivisione potrebbe migliorare la difesa globale, esiste sempre la possibilità che questi modelli siano abusati, come ad esempio essere utilizzati per organizzare attacchi informatici mirati. Per questo motivo, i governi USA hanno espresso riserve sull’utilizzo esteso da parte di enti non autorizzati.
Cooperazione globale a un tavolo diverso
Il dibattito al G7 non si è svolto esclusivamente fra governi. I Capi azienda delle grandi piattaforme di AI — OpenAI, Google DeepMind e Anthropic — sono stati direttamente invitati al tavolo, a dimostrazione dell'importanza crescente che le aziende tecnologiche hanno nella gestione globale degli avanzamenti in materia di AI.
Le posizioni della Casa Bianca
Un rappresentante della Casa Bianca ha ribadito pubblicamente l'apprezzamento per la cooperazione con gli alleati, promettendo una collaborazione aperta su tecnologie di AI ad alto impatto. L’intenzione dichiarata è di stabilire meccanismi di condivisione che non compromettano la leadership tecnologica americana, soprattutto rispetto a concorrenti globali come la Cina.
Ri-definizione delle norme globali
Se il piano avanzato al G7 dovesse essere implementato, si potrebbero ridefinire le regole su dove, come e da chi vengono verificati e governati i modelli AI avanzati. Questo passo aprirebbe nuove opportunità, ma anche nuovi rischi, nel contesto della competizione per lo sviluppo tecnologico. Sia governi che aziende dovranno affrontare una complessa governance per bilanciare innovazione, sicurezza e sovranità tecnologica.