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Ai robot umani fanno la “scuola” in Cina per imparare a lavorare in ambienti reali

Xataka 17 maggio 2026

Gli umanoidi non apprendono solo leggendo le istruzioni. Per funzionare in modo pratico all’esterno dei laboratori, devono osservare, imitare, commettere errori e raccogliere dati sul movimento. Questa nuova sfida della robotica non riguarda esclusivamente la costruzione di corpi più agili o mani più precise, bensì l’introduzione di un intero sistema in grado di insegnare ai robot a comportarsi autonomamente al di fuori di ambienti controllati.

La prima vera scuola dei robot cinesi

Questa visione si sta concretizzando nella provincia di Fujian, dove i test per la prima fatta produttiva si svolgono in una struttura denominata "scuola" per la raccolta di dati robotici. Secondo dichiarazioni di CCTV, il centro è situato nell'area D del Fuzhou Software Park e appartiene alla Fujian Jufu Technology. Sono già 30 i robot che, guidati da operai definiti "insegnanti" nel programma, si esercitano in compiti come pulire i tavoli, mettere da parte frutta e verdura e disfare scatole di spedizioni.

I robot seguono le azioni svolte dagli insegnanti equipaggiati con visori di realtà virtuale e controller per manipolare e guidare le macchine in tempo reale. Ogni movimento, posizione articolare e pressione esercitata vengono registrati da camere e sensori avanzati, al fine di accumulare informazioni utili per l'apprendimento futuro.

Il significato della generalizzazione

Una parte chiave del processo è il concetto di generalizzazione: insegnare ai robot a applicare ciò che hanno imparato in contesti diversi da quelli originali. Gli esperti spiegano che la ripetizione di compiti simili non è sufficiente perché, in un ambiente reale, ogni oggetto può presentare differenze sostanziali. Per esempio, un robot che riesce a prendere e posare un vaso specifico potrebbe fallire quando incontrerà un oggetto leggermente diverso o una superficie bagnata.

I tecnici introducono variabilità negli oggetti come tazze, tovagliati e tavoli per testare diverse strategie di afferrare e maneggiare gli oggetti. La sfida è permettere al sistema robotico di trovare la traiettoria ottimale, adatto alle sue caratteristiche fisiche.

Raccolta di dati e applicazioni future

Non c’è dubbio: i robot stanno intraprendendo una vera e propria "carriera" con i dati. A differenza di altri rami dell'intelligenza artificiale, che sfruttavano dati digitali esistenti, nel campo della robotica gli esempi devono spesso essere generati da zero, ripetendo azioni con oggetti reali e con macchine vere.

Chen Yishi, CEO della compagnia Fujian Jufu Technology, ha dichiarato in occasione di un’intervista ai media locali che tali laboratori svolgono un ruolo chiave nel supporto della creazione di modelli end-to-end e di applicazioni concrete. L’obiettivo è che i robot di intelligenza artificiale non siano limitati a un insieme prestabilito di azioni ma siano in grado di prendere decisioni basati sull’addestramento reale.

Jufu Technology, fondata nel 2025, si presenta sul mercato come una combinazione di azienda di raccolta dati e di sviluppo tecnologico autonomo. Il piano include un’ampia gamma di applicazioni future, come il settore industriale, la sicurezza, la ricerca e l'istruzione.

Tuttavia, anche con un piano articolato su questi settori, si parla di una strada da percorrere non ancora pienamente concretizzata. Secondo quanto dichiarato da Yishi durante l’intervista, i futuri prodotti dell’azienda cercheranno di offrire soluzioni su larga scala al pubblico, ma non è un processo finito, bensì in fase avanzata di realizzazione.

Immagini e Fonti

    • Immagini: Jufu Technology e Xinhua
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