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Aggiornamento Microsoft Foundry: agenti AI programmati, uso intelligente degli strumenti e modelli GPT‑6

Visual Studio Magazine 20 ottobre 2026

Nuove funzionalità di automazione: routine per agenti AI

Microsoft ha reso disponibili a tutti gli sviluppatori le Routines, una funzionalità che consente di avviare agenti autonomi secondo una programmazione predefinita, senza la necessità di implementare sistemi di scheduling esterni. Le routine possono essere attivate da timer, calendari ricorrenti o eventi supportati da GitHub Issues e canali Microsoft Teams. Tutti i dettagli di configurazione, l’identità dell’agente e la cronologia delle esecuzioni sono gestiti all’interno del progetto Foundry.

Un tipico caso d’uso mostrato da Microsoft prevede un agente che, ogni lunedì, raccoglie le modifiche da un repository GitHub, genera le note di rilascio e le inoltra per la revisione. L’esempio utilizza due agenti ospitati: uno costruito con il GitHub Copilot SDK per l’estrazione dei dati e un altro basato sul Microsoft Agent Framework per formattare il changelog e inviarlo a Teams.

Le routine non intendono sostituire i flussi di lavoro di orchestrazione multi‑agente o i processi di approvazione. Esse avviano il lavoro, ma gli sviluppatori rimangono responsabili del controllo dei risultati, della validazione e della consegna finale.

Gestione più intelligente degli strumenti e diagnostica degli agenti

Un altro miglioramento generale è Tool Search, progettato per ridurre l’onere di caricare in memoria tutte le definizioni di strumenti quando ne servono solo poche. Gli agenti possono ora scoprire dinamicamente gli strumenti disponibili e caricare le loro definizioni on‑demand tramite i Foundry Toolboxes, diminuendo i costi di token in ingresso e lasciando più spazio di contesto per il compito vero e proprio.

Tool Search è già disponibile per tutti, mentre il supporto ai Toolboxes nei prompt agents è ancora in preview pubblica. Parallelamente, le capacità Agent‑to‑Agent (A2A) hanno raggiunto la disponibilità generale.

Per quanto riguarda la diagnostica, Microsoft ha introdotto la funzionalità Insights, attualmente in preview pubblica, che analizza i trace degli agenti e raggruppa comportamenti ricorrenti in “findings”. Ogni finding include prove di supporto, cause probabili e suggerimenti di miglioramento. Esempi tipici includono prompt sovradimensionati, retry inutili dopo errori di rate‑limit e problemi nella conferma della consegna del task.

Un caso di studio mostra Insights che individua ripetuti retry di un prompt troppo grande a seguito di errori di rate‑limit. Invece di limitarsi a segnalare il fallimento, il sistema propone di modificare la logica di retry per ridurre la quantità di dati reinviati, consentendo allo sviluppatore di valutare la modifica prima di applicarla.

Voice agents e resilienza migliorata

La release include anche preview pubbliche per gli agenti vocali e una maggiore resilienza per gli agenti ospitati a lungo termine. Ora è possibile recuperare i risultati anche dopo la disconnessione del client, garantendo che le operazioni non vadano perse.

Gamma ampliata di modelli GPT‑6 con prezzi differenziati

Microsoft ha lanciato tre nuovi modelli GPT‑6, tutti disponibili in modalità generale:

    • GPT‑6 Astra: pensato per carichi di lavoro estremamente esigenti.
    • GPT‑6.1 Sol: offre prestazioni simili ad Astra a un costo inferiore.
    • GPT‑6 Luna: ottimizzato per task ad alto volume ma con requisiti di contesto più contenuti.

Il nuovo listino “Global Standard” evidenzia le differenze di prezzo per token di input e output (tariffe a breve contesto):

    • GPT‑6 Astra – 10 $ per milione di token di input, 50 $ per milione di token di output.
    • GPT‑6.1 Sol – 2 $ per milione di token di input, 10 $ per milione di token di output.
    • GPT‑6 Luna – 0,10 $ per milione di token di input, 0,50 $ per milione di token di output.

Tutti i modelli supportano finestre di contesto di circa 1,05 milioni di token e possono generare fino a 128 000 token di output, includendo i token di ragionamento. Le tariffe variano per tipologie di distribuzione e richieste a contesto più lungo.

Oltre a GPT‑6, Microsoft ha annunciato la disponibilità di Claude Opus 5.5, preview pubbliche di MAI‑Image‑2.6 e MAI‑Image‑2.6‑Flash, e demo di MAI‑Transcribe‑2.

Model Router: affinità di sessione e metadata di routing

Il Model Router, responsabile della selezione del modello più adatto per ogni richiesta, ha ricevuto il supporto preview per session affinity e per i routing metadata. L’affinità di sessione tenta di indirizzare richieste correlate verso lo stesso modello eleggibile, favorendo il riutilizzo della cache dei prompt. Tuttavia, Microsoft sottolinea che né i cache hit né la coerenza del modello sono garantiti. I metadata di routing offrono maggiore trasparenza su quale modello è stato scelto e quando è avvenuto un fallback.

Foundry Local 2.1: supporto “bring‑your‑own‑model”

Per gli sviluppatori che lavorano con modelli AI locali, la versione 2.1 di Foundry Local, rilasciata il 30 settembre, introduce il supporto “bring‑your‑own‑model”. È ora possibile registrare modelli compatibili con ONNX Runtime GenAI senza dover copiare o trasferire i file del modello. Il supporto è disponibile per C++, C#, Python, JavaScript/TypeScript e Rust.

Altri miglioramenti includono:

    • Strumenti testuali personalizzati.
    • Gestione più efficace delle cancellazioni.
    • Contabilità dei token più accurata.
    • Miglioramenti di accessibilità per l’interfaccia di sviluppo.

Queste novità facilitano l’integrazione di modelli proprietari o di terze parti all’interno di workflow locali, riducendo la complessità operativa e migliorando la coerenza tra ambienti di sviluppo e produzione.

Impatto per gli sviluppatori e prospettive future

L’aggiornamento di Microsoft Foundry rappresenta un passo significativo verso la democratizzazione degli agenti AI autonomi. Le routine programmate riducono la dipendenza da sistemi di orchestrazione esterni, mentre Tool Search ottimizza l’uso dei token, rendendo più economico e scalabile lo sviluppo di agenti ricchi di funzionalità. Insights, invece, fornisce un vero “debugger” per agenti, consentendo di identificare rapidamente colli di bottiglia e di implementare correzioni mirate.

La diversificazione dei modelli GPT‑6 permette di scegliere il compromesso più adatto tra prestazioni e costi, una flessibilità cruciale per le imprese che devono gestire carichi di lavoro variabili. L’introduzione di voice agents e la resilienza migliorata aprono nuove opportunità per applicazioni interattive e mission‑critical.

Infine, il supporto “bring‑your‑own‑model” in Foundry Local indica una strategia di Microsoft volta a favorire l’interoperabilità con ecosistemi di modelli eterogenei, facilitando l’adozione di soluzioni ibride on‑premise/cloud.

Con queste novità, gli sviluppatori possono aspettarsi una piattaforma più completa, meno dipendente da configurazioni manuali e più orientata alla produttività, aprendo la strada a scenari di automazione sempre più sofisticati.

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