Agenti AI nelle aziende: perché solo pochi creano vero valore
Il report KPMG Global AI Pulse offre una fotografia di come più di 2.000 aziende in 20 diversi paesi stanno investendo nell'intelligenza artificiale, implementando AI e agenti, e realizzando valore. Il report analizza anche le implicazioni e l'impatto di questa trasformazione su forza lavoro, governance e gestione del rischio.
Sebbene la maggior parte delle organizzazioni dichiari che l'AI sta già generando risultati di business significativi, devono affrontare sfide crescenti: la misurazione e quantificazione del valore, l'adattamento rapido dei modelli di governance, la sicurezza dei dati, i rischi informatici e la resistenza della forza lavoro.
Questi rischi e sfide mantengono molte organizzazioni globali nella fase di sperimentazione e di progetti pilota dell'AI, mentre solo una minoranza (l'11% secondo il report KPMG) sta ottenendo un vantaggio competitivo concreto, grazie al deployment di agenti AI, scalati tra le funzioni e coordinati tra i vari workflow.
Il valore dell'AI è reale, ma viene realizzato in modo disomogeneo tra le organizzazioni. Esiste un chiaro divario tra chi è ancora in fase di sperimentazione e chi ha superato i progetti pilota e sta scalando gli agenti AI per ottenere risultati concreti di business.
Stando ai risultati del report, i leader sovraperformano costantemente gli altri: l'82% afferma che l'AI sta già generando un valore di business significativo, contro il 62% dei loro pari. Non si tratta solo di un gap di maturità dell'AI: è un divario di performance in aumento tra le organizzazioni che trattano l'AI come una trasformazione a livello aziendale e quelle che cercano di innestarla sui modelli esistenti, ottenendo solo miglioramenti incrementali.
Adozione degli agenti AI
L'adozione degli agenti AI sta accelerando: il 32% li sta implementando e scalando, mentre un ulteriore 27% sta orchestrando più agenti all'interno dell'organizzazione. La differenza tra le aziende leader nell'AI e le altre è sempre più evidente nel modo in cui gli agenti AI sono implementati e utilizzati nell'azienda.
Le organizzazioni stanno introducendo agenti nelle funzioni core, in particolare in tecnologia e IT (66%) per accelerare lo sviluppo del codice, nelle operations (55%) per orchestrare i workflow della supply chain e in marketing e vendite (43%) per abilitare esperienze cliente personalizzate.
Cambiamento nell'uso degli agenti AI
Ma il vero cambiamento risiede nell'uso di questi agenti: non sono più limitati all'automazione dei task, ma coordinano il lavoro tra funzioni, instradano le decisioni, fanno emergere insight a livello enterprise e individuano in anticipo potenziali problemi. Questo cambiamento è particolarmente evidente tra le aziende leader nell'AI, che diffondono agenti in maniera più ampia rispetto ai concorrenti nelle funzioni aziendali come l'IT (75% contro 64%), le operations (64% contro 55%) ed il marketing (49% contro 43%).
Il valore dell'AI non è guidato solo dalla tecnologia, ma soprattutto dalle persone. Le organizzazioni che scalano l'AI investendo parallelamente nella forza lavoro hanno una probabilità quasi quattro volte maggiore di riportare un valore di business significativo generato dall'AI (77% contro 20%), che include produttività, risparmi sui costi, crescita e qualità decisionale.
Investimenti nella forza lavoro
Le aziende leader nell'AI comprendono che accompagnare le persone nel percorso dell'AI richiede più del tradizionale upskilling; per questo stanno ripensando gli investimenti nei talenti — assumendo persone per ruoli specifici legati all'AI (66% contro 53%), ricorrendo ad acquisizioni per accedere a competenze specialistiche (36% contro 29%) e introducendo programmi di affiancamento agli agenti AI (54% contro 39%).
Man mano che gli agenti AI diventano parte del lavoro quotidiano, cambiano anche le competenze ricercate dai leader, soprattutto nei ruoli entry level. Il sondaggio mostra che il successo nell'era dell'AI non è più definito solo dalle competenze tecniche.
Competenze richieste
I leader attribuiscono maggiore valore al pensiero critico e alla capacità di problem solving (49%), all'adattabilità e all'apprendimento continuo (52%), e al pensiero creativo e strategico (41%), confermando che le capacità umane restano essenziali anche mentre gli agenti AI continuano a scalare.
La maturità dell'AI è strettamente legata alla capacità di scalare la governance insieme alla tecnologia stessa, dando alle organizzazioni la fiducia necessaria per muoversi più rapidamente e operare su larga scala. Sebbene le preoccupazioni legate a sicurezza dei dati, privacy e rischio siano diffuse tra il 75% dei leader globali, la maturità cambia il modo in cui questi rischi vengono gestiti.
Tra le organizzazioni ancora in fase di sperimentazione dell'AI, solo il 20% si sente sicuro nella gestione dei rischi legati all'AI. Questa fiducia sale al 49% tra i leader dell'AI, a dimostrazione che i framework di governance si rafforzano man mano che l'AI viene integrata nelle operazioni reali.
Piuttosto che preoccuparsi delle prime fasi di sperimentazione, i leader dell'AI spostano l'attenzione sulle sfide legate alla scalabilità — come la qualità e l'integrazione dei dati, le esigenze di governance e sostenibilità e l'aumento della concorrenza da parte di operatori nativi dell'AI.
In conclusione, spendere di più in AI non equivale a creare valore. Le organizzazioni leader stanno andando oltre la semplice abilitazione, implementando agenti AI per riprogettare i processi e ridefinire il modo in cui decisioni e lavoro fluiscono all'interno dell'impresa. Ma non esiste un futuro basato sugli agenti senza fiducia, e non c'è fiducia senza una governance in grado di stare al passo.
Il sondaggio evidenzia chiaramente che investimenti costanti nelle persone, nella formazione e nel change management sono ciò che consente alle organizzazioni di scalare l'AI in modo responsabile e di catturarne il valore.