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Addio ChatGPT Atlas, il browser avrebbe dovuto uccidere Chrome

Punto Informatico 10 luglio 2026

Quando nell’ottobre scorso OpenAI ha lanciato il suo browser ChatGPT Atlas ci siamo posti una domanda: potrà davvero farci abbandonare Chrome? Ora abbiamo la risposta ed è un secco No. Il progetto è stato chiuso e, ironia della sorte, Sam Altman e i suoi hanno scelto di puntare proprio sul software di Google per il futuro.

Le prospettive cambiano in fretta, nell’ambito dell’intelligenza artificiale, dove visioni e roadmap sono piegate al volere degli investitori e alla disperata necessità di monetizzare. E così, pochi mesi dopo aver tagliato il ramo secco di Sora, l’azienda ha deciso di fare lo stesso con l’app che avrebbe dovuto rivoluzionare il modo di navigare e di svolgere qualsiasi altra attività online.

Addio ad Atlas, il browser di OpenAI

L’annuncio dell’addio è nascosto in un lungo comunicato che conferma, tra le altre cose, la disponibilità generale dei nuovi modelli GPT-5.6. Ecco quanto si legge: "Inizieremo a dismettere il browser Atlas autonomo e condivideremo con gli utenti informazioni su come passare a ChatGPT." Fa sorridere il fatto che OpenAI abbia scelto di puntare proprio su Chrome per favorire l’accesso a ChatGPT via browser: se non puoi batterli, unisciti a loro.

Stiamo inoltre aggiornando la nostra estensione Chrome per rendere possibile l’uso di ChatGPT direttamente nella barra laterale di Chrome. Queste funzionalità si basano su ciò che abbiamo imparato da Atlas e dagli utenti che ci hanno aiutato a capire come gli strumenti agentici possano rendere più utile il lavoro basato sul browser.

Piattaforma limitata e roadmap sospesa

Atlas è stato reso disponibile fino a oggi solo in versione macOS. Quella per Windows non è mai arrivata (e a questo punto, non arriverà mai). La decisione di limitare il supporto alla sola piattaforma Apple sembra confermare la natura sperimentale del progetto, mai completamente sviluppato.

Adesso ChatGPT ha un browser integrato

Ad ogni modo, ora l’app desktop di ChatGPT include un browser integrato che aiuta l’utente a trovare informazioni online e lo supporta nel flusso di lavoro. Si interfaccia con Google Workspace e Microsoft 365 per l’elaborazione dei file, senza dover passare da altri software.

C’è poi una funzionalità inedita chiamata "Uso del computer" che permette al chatbot di usare il tuo computer per eseguire attività in background, ad esempio facendo clic, digitando e spostando contenuti dove serve. È una novità in linea con la visione legata agli agenti AI.

Vantaggi dell’approccio

I vantaggi di questo percorso di OpenAI sono principalmente legati a:

    • Una maggiore fruibilità da parte degli utenti;
    • La possibilità di sviluppare un’esperienza più integrata;
    • Un focus su piattaforme già consolidate come Google Chrome;
    • Un modello di monetizzazione più sostenibile.

Ridere in bocca al lupo a una competizione perdente

Sebbene ChatGPT Atlas non abbia visto la luce su Windows e non abbia riscosso lo stesso successo di Google Chrome, la sperimentazione ha fornito dati utili alla società. L’approccio di OpenAI sembra riconoscere che non è possibile eliminare il concorrente dominante, ma integrarsene le funzionalità per creare valore aggiunto.

Alla fine, questa mossa non solo riconferma la leadership di Google nel mercato del browsing, ma pone anche OpenAI in una posizione più collaborativa rispetto al mercato tecnologico. Resta da capire se l’integrazione con Chrome permetterà a ChatGPT di acquisire quote di mercato, o se resterà soltanto una funzionalità aggiuntiva per utenti selezionati.

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