400 giornali locali USA fanno causa a OpenAI e Microsoft per copyright
Gli editori statunitensi stanno muovendo un passo senza precedenti. Quasi 400 quotidiani locali hanno unito le forze in un'azione legale collettiva contro le società tecnologie OpenAI e Microsoft, accusandole di violare il copyright con l’uso non autorizzato di milioni di articoli e testi protetti per addestrare modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT e Copilot. La causa, depositata il 24 giugno 2026 presso il Tribunale federale del distretto meridionale di New York, rappresenta la più significativa coalizione mai vista nel settore dell’informazione locale.
Le accuse
I querelanti affermano che OpenAI e Microsoft avrebbero “sistematicamente e segretamente” eseguito scansioni dei loro siti web, copiando articoli, firme, note e contenuti editoriali per utilizzarli nell’addestramento dei loro modelli generativi. Una volta completati, questi modelli avrebbero riprodotto i contenuti originari senza versare alcun compenso né chiedere le autorizzazioni necessarie.
Fuori discussione, i publisher rivelano che l’algoritmo avrebbe anche modificato i contenuti, rimuovendo informazioni fondamentali come firme degli autori, note di copyright e termini di utilizzo. Questa pratica, a detta degli editori, viola il Digital Millennium Copyright Act, legge fondamentale per la protezione e la gestione dei diritti d'autore.
I quotidiani chiedono non solo danni statutoriali, ma anche misure d’urgenza per la distruzione delle banche dati che utilizzano i contenuti protetti. L’obiettivo, ribadiscono, è porre fine a una pratica che li priva del fruito del loro lavoro.
Chi sono i querelanti
Più di quattrocento quotidiani, prevalentemente locali o regionali, rappresentano una varietà di comunità e aree geografiche. Tra questi, figurano il New York Amsterdam News, storico giornale afroamericano, l’Arkansas Democrat-Gazette, unico quotidiano distribuito in tutti i 75 distretti del suo stato, e testate come il Concord Monitor o il The Riverdale Press, quest’ultimo vincitore di un Premio Pulitzer, simbolo dell’alta qualità dell’informazione locale.
La causa è depositata a nome di Richner Communications e di diversi gruppi editoriali americani. Al momento, né Microsoft né OpenAI avrebbero rilasciato commenti formali.
- Il New York Amsterdam News
- L’Arkansas Democrat-Gazette
- The Riverdale Press
- I quotidiani di Richner Communications
Un contesto a confronto
Sebbene il caso presenti nuove dimensioni, non mancano gli esempi precedenti. L’Associated Press e il New York Times sono tra coloro che hanno già intentato cause simili, rispettivamente nel 2023 e nel 2024. Il 2026 segna un passo diverso: coinvolge quotidiani di minore raggio, che si affidano a cronisti locali per il reportage su istituzioni locali, eventi legali o scuole.
L'accusa ha però un punto ben preciso: le enormi società tecnologiche hanno costruito un prodotto di valore miliardario sfruttando il lavoro altrui, sottraendo ad editori di piccole e medie dimensioni ogni diritto di profitto.
La causa sottolinea anche il commento di Sam Altman, fondatore di OpenAI, che in passato ha dichiarato che sarebbe “impossibile addestrare i modelli AI senza utilizzare materiali coperti da copyright”.
A favore di chi pende la bilancia?
OpenAI replica sostenendo che l’uso di contenuti coperti da copyright per l’addestramento dei modelli rientri nel fair use, un principio ampiamente dibattuto nel diritto americano. Sebbene questa dottrina garantisca una certa libertà d’uso, l’applicazione non è chiara quando si tratta di addestrare AI su contenuti di grandi dimensioni.
Gli esperti condividono l’opinione che il caso apra scenari complessi, richiedendo anni di udienze prima di arrivare a un chiarimento legale definitivo. Intanto, alcune tra le major editoriali hanno già sottoscritto accordi con OpenAI: Associated Press, Financial Times, e Axel Springer hanno licenziato i loro contenuti in cambio di compensi.
Il destino dell’informazione locale
La causa di giugno 2026, però, si pone una domanda differente: e per coloro che non hanno il potere contrattuale per negoziare? Cosa succede quando non si è in posizione di parlare da pari a pari con un colosso tecnologico?
Per il Platkin LLP, lo studio legale che accompagna i querelanti, il caso riguarda il futuro dell’informazione locale stessa. Se i grandi editori riescono a difendere i propri contenuti, i quotidiani locali, spesso più vulnerabili ma ugualmente fondamentali, potrebbero non sopravvivere all’avanzata dell’intelligenza artificiale.
Se i tribunali dovranno stabilire una volta per tutte che l’utilizzo di contenuti protetti per addestrare modelli AI non necessita di autorizzazione, il rischio per la diversità dell’informazione diventa enorme.
Con il crescente utilizzo di algoritmi per creare contenuti, il dibattito attorno a chi ne detti le regole ha un peso sempre maggiore. E il caso dei 400 giornali locali non è solo legale: potrebbe essere determinante per il futuro del giornalismo stesso.